
Niente marcia del Gay Pride a Belgrado; niente corteo anti-gay nella capitale della Serbia. Con questa decisione, solo apparentemente salomonica, le autorità serbe contano di evitare le violenze che si sarebbero abbattute inevitabilmente sul corteo. Ma al prezzo di conculcare la libertà di manifestazione, una dei diritti universali dell’uomo.
Il ministro degli Interni, Ivica Dacic, ha deciso di cancellare il Pride per evitare “un bagno di sangue”. Troppo fresco il ricordo delle violenze che l’anno scorso terrorizzarono Belgrado, con oltre 100 feriti; ma la decisione del governo, sostenuta dal presidente Tadic, rappresenta una vittoria per le forze retrograde, ultranazionaliste e fondamentaliste cristiane, che sin dal primo momento si sono battute - senza risparmiare minacce - per impedire la marcia dei diritti per le persone omosessuali, bisessuali e trans.
Secondo il Patriarca Ireneo - primate della chiesa ortodossa - il Gay Pride è una “marcia della vergogna, estranea alla nostra storia, tradizione e cultura”; e infatti il gruppo ultranazionalista Obraz (Onore) esulta alla notizia della cancellazione e la legge come “una vittoria dei patrioti serbi”.
Da parte loro gli organizzatori del Pride spiegano che il divieto è una sconfitta per lo stato e dimostra che in un anno le autorità non hanno fatto niente per contrastare gli estremisti e la loro ideologia di dominio e di morte.
L’Europa e tutto l’Occidente avevano insistito con le autorità serbe perché i diritti delle minoranze fossero tutelati e difesi dal governo di Belgrado e moli diplomatici stranieri avevano annunciato la loro presenza al corteo, per sostenere i diritti umani in Serbia. Ma il corteo non ci sarà.
steno88
01 ott 2011 - 13:49 - #1C’è chi è messo peggio di noi. Certo, è uno dei paesi più disastrati socilamente in Europa, dominato da un regime sanguinario fino a 15 anni fa, che per 8 anni è stata governata da uno accusato di crimini contro l’umanità e di pulizia etnica … ma vabbè, ognuno c’ha il metro di paragone al ribasso che si merita! -.-
Der Berliner
01 ott 2011 - 15:05 - #2 (nascondi)Io sono d’accordo con il divieto, mi spiace… un Pride ha senso quando ci sono dei requisiti minimi, quando qualcuno - pur non volendo farlo - ascolta e vedee… a Belgrado si rischiava di farlo diventare realmente un martirio, il paese non è pronto (perchè nessuno o pochi fa niente per prepararlo, sia chiaro!).
Vogliamo fare il Pride in Serbia?! Portiamo il World Pride lì nel 2013, voglio vedere cosa succederà con un oceano di gente da tutto il mondo…
paolo8057
01 ott 2011 - 23:29 - #3la serbia non deve entrare in europa fino a quando le minoranze non saranno tutelate
dispiace dirlo perche’ in serbia vive ed e’ serbo chi amo
gangiux
04 ott 2011 - 17:55 - #4… meglio portate li il world pride o come si chiama… andremo li da tutto il mondo per darvi un anticipo della vostra realta eterna: l’inferno!