Per le Olimpiadi invernali Amnesty invita a dire no alle leggi russe contro i diritti umani

Alla vigilia di Sochi 2014, la voce di Amnesty International si unisce alle voci che chiedono l'abrogazione di leggi repressive e omofobe e lancia un appello

Amnesty_Soci

Amnesty, l’associazione non governativa impegnata nella difesa dei diritti umani, fa sentire la sua voce e lancia un appello per dire no alle leggi che non permettono la libertà d’espressione, alla legge omofoba, che lede diritti fondamentali, firmata da Putin, e lo fa senza mezze parole. Solo il 14 gennaio, 27 premi Nobel hanno firmato un altro appello apparso sulle colonne del The Independent, chiedendo a Putin di abrogare la legge che vieta la propaganda gay.

Dal 7 al 23 febbraio, a Sochi si terranno le XXII Olimpiadi invernali, gli occhi del mondo saranno puntati su questo Paese. Se volete aderire a questo link troverete il form dell’Amnesty per aggiungere, con pochi click, la vostra firma di sostegno. Si legge nell’esergo.

Dall’elezione di Vladimir Putin alla presidenza della Russia, lo spazio per la libertà nel paese si è rapidamente ridotto.

E non lasciamoci fuorviare dalla recenti scarcerazioni, se ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, sapere che sia le Pussy Riot, che il prigioniero di coscienza Mikhail Khodorkovsky e gli attivisti di Greenpeace, sono fuori dal cercare, non basta per farci abbassare la guardia. Quella che è stata riconosciuta come una legge “antigay”, continua a minacciare la libertà personale dalle persone LGBTQI in Russia. Sono leggi, si legge dalla pagina Amnesty, che non tengono nemmeno conto della dalla Costituzione russa e nonostante gli obblighi imposti dai trattati di cui la Russia fa parte.

Partecipare alla raccolta firme significa chiedere a Putin di

fermare gli attacchi alla società civile, di abolire le leggi repressive contro la libertà di espressione, contro il diritto di manifestazione pacifica, contro le Organizzazioni non governative e contro le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate.

Le Olimpiadi sono un avvenimento troppo importante, che convoglia molto l’attenzione, il Paese che le accoglie deve rispettare i diritti umani, il mondo deve chiederlo.

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