Michaela Biancofiore e l'omosessualità di Dudù, una riflessione

Può sembrare una battuta grossolana quella di Michaela Biancofiore su Dudù, ma a ben vedere potrebbe esserci molto altro.

Sui gay Michaela Biancofiore la pensa come papa Francesco. E quindi?

Che La Zanzara sia un programma che spesso ospita provocazione è un dato di fatto (non dimentichiamo che è proprio a La Zanzara che Guido Barilla se ne uscì con quelle frasi sulle famiglie gay che hanno portato a un boicottaggio mondiale dei suoi prodotti, con Cher in prima fila): non ci si dovrebbe stupire più di tanto, dunque, se a La Zanzara, l’onorevole Michaela Biancofiore (Forza Italia) ha difeso l’eterosessualità di Dudù, il cane di Silvio Berlusconi, che viene tirato in ballo a piè sospinto (del resto è risaputo che i cani sono usati dai politici come arma di distrazione di massa).

Come ricorderete qualche tempo fa, Alfonso Signorini aveva sostenuto (sempre a La Zanzara, tanto per cambiare) che Dudù fosse gay. Ora invece Biancofiore afferma:

Dudù, da buon uomo di quella famiglia, visto che la mia cagnetta Puggy era in calore voleva accoppiarsi. Non so se c’è riuscito, lo vedremo tra qualche mese, ma non credo ce l’abbia fatta. Ma è la natura. Davanti a me non c’è riuscito, ci ha provato, Puggy è femmina e pure figa. Questo vuol dire che Dudù non è assolutamente gay.

Questo, invece, vuol solo dire che Michaela Biancofiore continua ancora nel suo atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone LGBT, atteggiamento che le è costato la delega alle pari opportunità. Affermare, infatti, che è la natura che un lui vada con una lei significa sostenere che un lui va con un lui o che una lei vada con una lei è contro natura.

Squallido, poi, a mio modo di vedere, il sottolineare come il solo fatto di appartenere alla famiglia di Berlusconi dia diritto a qualunque essere di sesso maschile di accoppiarsi indistintamente e, peggio, ribadire che alla fine Dudù ha fatto bene ad accoppiarsi con Puggy perché è “figa”, come se solo le “belle” e le “fighe” abbiano diritti ad accoppiarsi e a riprodursi.

Mi rifiuto, infine, di riportare un ultimo commento di Michaela Biancofiore sul momento dell’accoppiamento perché è molto volgare: esprimere apprezzamenti sulle dotazioni di Dudù e sul fatto che lei, la Biancofiore, se ne stesse lì a guardare, va ben al di là delle querelle sull’orientamento sessuale del cane e si colloca nell’ambito del rispetto dell’alterità che si deve a tutti gli esseri viventi – umani o non umani. Scavalcare questi confini, non porta a nulla di buono.

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