Mwanga II e la strage del suo harem di soli uomini

Nemico giurato del Cristianesimo, Mwanga condannò a morte decine di ragazzi che, diventati cattolici o protestanti, si rifiutavano di soddisfare i suoi appetiti sessuali.

Mwanga II, re di Buganda

Mwanga II (1868-1903) salì sul trono di Buganda ovvero l'odierna Uganda a soli 16 anni. Subito si adoperò per scacciare dal suo regno i missionari cristiani che considerava dei veri e propri nemici, capaci di minare la sua autorità. Un astio che si trasformò in furia quando diversi ragazzi del suo harem, convertitesi al Cristianesimo si rifiutarono di sottostare alle sue avances. Un oltraggio che il giovane sovrano non poteva in alcun modo accettare.

La sua reazione fu pressoché immediata, condannando a morte chiunque non accettasse di abiurare. Un massacro esagerato di giovani vite che costrinse gli stessi Inglesi ad appoggiare i ribelli. L'esilio del sovrano durò però poco; dopo una breve trattativa con i britannici, Mwanga II era infatti di nuovo sul trono di Buganda.

Finse anche di accettare la trasformazione del suo regno in un protettorato inglese, ma appena siglato l'accordo si mosse contro le forze di "Sua Maestà". Questa volta però non ci fu scampo, Mwanga dovette fuggire prima nell'Africa tedesca poi alle Seychelles dove, a quanto pare, si fece battezzare con il nome di Daniel e visse, più o meno tranquillamente, fino alla morte.

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