René Crevel e l'antipatia di André Breton per la sua omosessualità

La figura poetica e romantica di René Crevel, uno scrittore destinato ad una fine prematura, ma vivo di ideali fino alla fine.

René Crevel

La vita breve e per molti versi tragica di René Crevel ha spesso incuriosito, aperto interrogativi, portato gli storici del Surrealismo a lunghe e sofistiche congetture. Entrato giovanissimo nel movimento fondato da Andrè Breton, il giovane scrittore (e poeta) ne fu però esiliato.

L'antipatia di Breton per l'omosessualità, che Crevel viveva apertamente e senza falsi tabù (soprattutto il suo rapporto d'amore con il giornalista americano Eugene Mac Cown), era nota ai più e molti critici sono convinti che sia stata la vera causa di quella frattura. Una frattura dolorosa che Crevel cercò di risanare, soprattutto dopo l' esilio di Leon Trotsky . Il sogno del giovane era infatti quello di creare un legame potente, indissolubile tra Surrealismo e Comunismo.

Un sogno che traspose nei suoi scritti, che diede linfa alle su opere, che lo portò a scrivere senza posa, come se per vie oscure avvertisse che il tempo a disposizione per realizzare quel suo desiderio era in realtà tragicamente contato. Minato dalla tubercolosi (che gli venne diagnosticata nel 1926), René Crevel decise infatti di affrettare la sua morte avvelenandosi con il gas a soli 35 anni.

Includiamo a coda del post un'intervista di Breton del 1961.

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