Oklahoma, vietare i matrimoni gay è incostituzionale: grande vittoria per il mondo LGBT

Il giudice federale dichiara incostituzionale il bando dei matrimoni gay nell'Oklahoma

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Lo stato dell'Oklahoma ha dichiarato incostituzionale il bando ai matrimoni gay: non potevamo iniziare la giornata con una notizia più bella, visto che, anzitutto, questo è uno degli stati più conservatori degli Stati Uniti d'America; in secondo luogo, si è continuato a battagliare per i matrimoni nel corso di ben nove anni, e, purtroppo, si continuerà a farlo, visto che, dopo la decisione del giudice federale USA, sicuramente si farà appello affinché il risultato venga ribaltato.

Le premesse buone, comunque, ci sono tutte: sono le parole del giudice a farlo pensare, visto che - a suo avviso - vietare le unioni tra le persone dello stesso sesso è:

"un'arbitraria e irrazionale esclusione di una classe di cittadini dell'Oklahoma ai benefici stabiliti dal governo".

I più informati saprano senz'altro che questa non è la prima sentenza che arriva negli Stati Uniti d'America: un mese fa anche nello Utah il giudice era giunto alle stesse conclusioni, permettendo a ben 1300 coppie di convolare a nozze. A oggi sono ben diciotto gli stati che hanno deciso di approvare le unioni omosessuali sia legislativamente sia legalmente: il principio è quello della rational basis review, secondo il quale la norma - palesemente discriminatoria - non ha nulla a che vedere con gli interessi, più razionali, dello Stato.

Una grande vittoria, insomma, oggi 15 gennaio. E una ennesima testimonianza che continuiamo ad essere un paese retrogrado e incivile, e, visti gli episodi di omofobia che si verificano periodicamente, non solo a causa degli Alfani e del politico di turno che, per accaparrarsi un po' di voti, si erge a difensore (?) della famiglia tradizionale.

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