Il doppio harem di Jahangir, imperatore dell'India

Un grande imperatore che portò prosperità alle sue vaste terre, appoggiò sopra ogni altra cosa l'arte e trovò anche modo di vivere a fondo e con piacere la propria bisessualità.

L'imperatore Jahangir

Sotto il suo governo l'India e tutte le terre del suo impero (in perenne estensione) godettero di grande prosperità. Le arti, di cui era un raffinatissimo sostenitore, raggiunsero il loro massimo splendore e la tolleranza religiosa, già voluta e caldeggiata da suo padre Akbar, venne ampiamente confermata.

La figura potente e affascinante di Jahangir (1569-1627) giganteggia nella storia del subcontinente indiano, tuttavia non mancano neppure coni d'ombra, angoli bui come la ribellione giovanile contro il padre o l'accecamento del proprio figlio che aveva mosso contro di lui un intero esercito.

Celebre rimane anche l'appetito sessuale, il suo famoso doppio harem di cui solo lui possedeva la chiave. Una costruzione lunga e bassa nel cuore di un giardino di delizie dove, separati solo da un muro, alloggiavano cinquecento uomini e cinquecento donne, tutti e tutte di grande bellezza. Seguendo il capriccio del momento, il desiderio che guizzava improvviso, l'imperatore accedeva all' una od all'altra zona del palazzo. Un harem leggendario per un imperatore forse in chiaroscuro, ma entrato, di diritto, tra i grandi della storia.

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