Gli italiani che difendono le famiglie di genitori etero scendono in piazza

Temono il ddl contro l'omofobia, considerandolo una legge ideologica che a loro dire impedirebbe di esprimersi contro la successiva introduzione del matrimonio gay, minaccia per le famiglie tradizionali.


Manif pour tous

, come apprendo dal web, in breve riassumo, persegue questa causa: la salvaguardia della famiglia con i ruoli genitoriali divisi nei due sessi canonici, uomo e donna.

Come riportato dai media, la costola italiana del movimento francese che si è opposto al matrimonio gay - un altro era Homovox, organizzazione di gay anch'essi contrari - approvato dalla giunta Hollande, è sceso in piazza a Roma, sabato 11, per contrapporsi al ddl voluto, in primis, dal deputato Pd, Ivan Scalfarotto.

Non è la prima volta.

Un pullulare di palloncini suddivisi nei due colori classici da nursery, azzurro e rosa, e parecchi bambini, fra i manifestanti si registra la presenza di Giovanardi e Gasparri. Il comitato Manif fa sentire la sua opinione a pochi giorni dalla votazione al Senato del disegno di legge sull’“omofobia” e “transfobia” che vuole introdurre un reato di opinione, decisione che a loro avviso andrebbe solo a discapito di "chi pensa che l’ideologia “gender” sia sbagliata".
Una lotta antropologica, la definiscono, in difesa della famiglia e della libertà d'espressione.
Non basta il bullismo, le violenze gratuite e i ragazzi giovani che si scoprono omosessuali con grandi sofferenza psichiche che possono, in alcuni casi, diventare insopportabili. Detta così, sembra che quelli di Manif ci tengano a mantenere la libertà di non accettare, ed esprimerlo pubblicamente senza incorrere in sanzioni, la vita altrui.

Se il codice penale protegge già ogni cittadino, fanno sapere dal comitato, il ddl introdurrebbe il reato di omofobia, senza specificare cosa si intenda per omofobia. Temono, soprattutto, di non poter dire la loro sull'introduzione della successiva norma che, secondo loro, incombe: il matrimonio omosessuale. L'emendamento, si legge nei titoli dei giornali, avrebbe un valore ideologico preciso.

Dunque, ricapitoliamo, il rispetto, il riconoscimento dell'altro, visto come un divieto, l'allargamento del concetto di famiglia, vista come una minaccia ai valori, mentre sono ammessi il non riconoscere la pluralità di aspetti e modalità di vivere e il sacrosanto diritto alla felicità. Su tutto rigidità e paura, un paradosso nei nostri tempi.

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