L’Unione Europea imporrà i matrimoni gay alla Georgia?

C’è molto fermento in Georgia per via di alcune informazioni che i mass media fanno passare in merito ad alcune richieste dell’Unione Europea.

L’Unione Europea vuole imporre i matrimoni gay alla Georgia?

La vignetta in apertura di post rappresenta un gruppo di gay (presumibilmente durante un pride) che, sventolando una bandiera rainbow che forma la scritta peccato, si rivolge, in tono minaccioso, a una famiglia eterosessuale e afferma: “Noi non facciamo propaganda!”. La famiglia tradizionale – papà, mammà e bimbo in tutto e per tutto simile al padre – però non ci crede e, con espressione arcigna nei confronti dei gay, protegge, in un abbraccio, il piccolo. Questa vignetta è emblematica di un certo modo di pensare e di fare politica e non è un caso che è stata scelta dall’agenzia di informazioni russa Regnum per commentare quanto sta succedendo in Georgia in merito all’ingresso di quest’ultima nell’Unione Europea e alle richieste della UE.

C’è malcontento, infatti, in Georgia per le istanze dell’Unione Europea in vista di un ingresso di quello stato in Europa: viene richiesto di aprire le frontiere a tutti i cittadini dell’UE e anche a riconoscere i diritti delle persone LGBT. Quest’ultimo punto è particolarmente osteggiato dalla stampa (Regnum è un’agenzia russa e non dimentichiamo che la Russia non ha certo piacere che le ex repubbliche sorelle spicchino il volo verso la UE) e dall’opinione pubblica.

In tutta questa battagliata mediatica, frutto di molta disinformazione, è intervenuto Filip Dimitrov, ambasciatore UE in Georgia, che, in un’intervista al quotidiano georgiano Kviris Palette, respinge l’idea che l’Europa possa imporre alla Georgia il riconoscimento del matrimonio gay:

Nessuno ti costringe a dimenticare e ad abbandonare i tuoi valori. Tolleranza significa rispetto di tutte le tradizioni e tentativo di fare in modo che nessuno si senta oppresso. Ho sentito molte volte che l’Europa avrebbe portato in Georgia i matrimoni omosessuali. Non è vero: nessuno vi costringe a legalizzare i matrimoni gay per entrare a far parte della UE dal momento che gli stessi matrimoni non sono legalizzati in numerosi paesi UE, ma la Georgia dovrebbe anche tener presente che l’omosessualità non è un crimine e va trattata con comprensione.

Comprensione che, a quanto pare, non si ha nemmeno voglia di prendere in considerazione, visto che l’omosessualità viene presentata ancora come peccato.

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