Herbert Huncke, scrittore, gigolo per uomini e "musa" della Beat generation

La sua vita spericolata e fuori dagli schemi affascinò non solo scrittori come Burroughs e Ginsberg ma attirò su di sé anche l'interesse del celebre sessuologo Alfred Kinsely.

Hunche e Ginsberg

Con le sue avventure spericolate, una sessualità mossa (fece anche parte degli studi sulla sessualità di Kinsey) e svariati soggiorni in galera, Herbert Huncke non fu solo fonte di ispirazione per i grandi nomi della Beat generation, da Burroughs a Ginsberg, ma anche scrittore di talento in grado di competere, senza sfigurare, con tutti loro.

Lasciata Chicago ancora adolescente, Huncke iniziò una vita da vagabondo, saltando da un treno all'altro, vivendo di espedienti, incluso il furto e la prostituzione, e frequentando un underworld fatto di marinai senza arte né parte, donne “perdute” e spacciatori. Apparentemente fu lui ad iniziare molti scrittori beat all'uso dell'eroina di cui era un abituale consumatore.

Incoraggiato dagli amici, pubblicò i suoi celebri taccuini nel 1964 senza però riscuotere il successo sperato. Ritiratosi a vivere definitivamente a New York, Huncke visse i suoi ultimi anni (morì nel 1996) circondato dall' affetto di diversi amici che provvedevano, viste le sue precarie finanze, anche al suo mantenimento. Tra questi mecenati dal cuore d'oro anche Jerry Garcia, il celebre leader del gruppo "The Greatful dead” che lo scrittore, in realtà, non aveva mai conosciuto.

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