Monsignor Paglia: "Le coppie gay non sono una famiglia"

Netta (e prevedibile) chiusura da parte del religioso

Per mons Paglia famiglia vera è quando uomo e donna si uniscono per generare figli


Vincenzo Paglia
, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha rilasciato un'intervista a Radio Capital inserendosi nel discorso che, nei giorni scorsi, sembrava mostrare una sorta di apertura da parte di Papa Francesco sul mondo Lgbt, frenato poi immediatamente da altri rappresentanti religiosi nei giorni a seguire. Come a dire: "Non sia mai!".

Adesso, il Monsignore, ha voluto ribadire con fermezza la propria chiusura rispetto alle coppie omosessuali, senza alcun dubbio possibile:

"Le coppie formate da persone dello stesso sesso non si possono chiamare famiglie, perché la famiglia comporta la generazione, il legame che si intesse tra le diverse generazioni. Lo diceva già Cicerone e poi tutto il diritto"

Se si parla di convivenze possono esserci anche diverse sfumature ma non per quanta riguarda il concetto della famiglia.

"Per evitare una Babele di significati ritengo opportuno che si conservi il vocabolario per cui le convivenze non familiari possono assumere diverse forme ma la famiglia, nella sensibilità della stragrande maggioranza, ha un significato che attraversa i secoli. E non ci si deve distaccare dall'originaria concezione antropologica e giuridica"

Paglia parla poi della possibilità -questione però di cui si deve occupare il Governo e non la Chiesa- di alcuni diritti di base per la popolazione gay (visite in ospedali o questioni di soldi). Ma il nucleo è uno solo. Indovinate? Uomo e donna. Bravi.

"Non è un problema della Chiesa m una questione che debbono trattare i governi. Che si possano riconoscere alcuni diritti, come quelli patrimoniali o le visite in ospedale, non c'è dubbio che possa accadere. Io però vorrei prima di tutto difendere la realtà delle famiglie tradizionali, padre madre e figli, anche quelle ferite. Queste realtà devono essere sostenute perché nel mondo del lavoro sono spesso sfruttate ma poco aiutate"

Quanto continua a restarmi indigesta la parola "tradizionale"...

Via | La Stampa

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