Gli 8 aspetti che il governo russo considera come “propaganda gay”

In Russia sono stati stilati degli elenchi molto dettagliati per capire se qualcosa è da considerarsi “propaganda gay” o meno.

Gli 8 aspetti che il governo russo considera come “propaganda gay”

Il governo russo ha stabilito alcuni criteri per valutare se qualcosa è da considerarsi “propaganda gay” o meno e ha anche fornito degli esempi per aiutare i responsabili della censura a identificare le informazioni – anche online – da considerarsi dannose per i minori. Tutti questi criteri sono raccolti in un documento di quasi duemila pagine, organizzate in venti sezioni.

L’agenzia federale russa incaricata di monitorare o vigilare sui contenuti dei media si chiama Roskomnadzor (Servizio Federale per la Supervisione delle Comunicazioni, Informazioni Tecnlogiche e Mass Media). Oltre a stilare le regole basilari, Roskomnadzor offre esempi per aiutare i responsabili della censura a identificare nella rete le informazioni ritenute “dannose per i minori”. Ecco quello che il governo russo considera come “propaganda gay”.


  1. Mettere in discussione che le famiglie tradizionali non abbiano tutti i requisiti necessari richiesti dalla società moderna o dagli uomini d’oggi (questo include la diffusione dell’idea che il modello tradizionale familiare ha “perso molte delle sue funzioni ed è diventato un ostacolo per lo sviluppo libero degli individui”).

  2. Informazione (tanto attraverso immagini che parole) che giustifichi e/o rivendichi l’accettabilità delle “relazioni familiari alternative” (questo comprende siti che pubblicano “statistiche fuori contesto” su minori adottati da coppie omosessuali ed eterosessuali, che indurrebbero bambini e adolescenti a credere che le coppie gay “non sono peggiori di quelle eterosessuali nel portare avanti responsabilità il ruolo di genitori”).

  3. Usare “immagini fortemente evocative” per screditare il modello familiare tradizionale e diffondere modelli alternativi (include il divieto assoluto di rappresentare negativamente la famiglia eterosessuale e positivamente quella omosessuale).

  4. Informazioni che contengono “immagini di comportamento associate alla negazione del modello familiare tradizionale” e che promuovono relazioni gay (sono incluse tutte le “dimostrazioni grafiche”, immagini, fotografie o video di relazioni sessuali non tradizionali, contenuti per adulti inclusi).

  5. Istruzioni su come avvengono i rapporti sessuali omosessuali.

  6. Pubblicizzare storie di minori che hanno “rifiutato i valori familiari tradizionali, che hanno relazioni gay e che mostrano mancanza di rispetto verso i loro genitori e/o parenti”.

  7. Informazioni che “contribuiscono a formare l’identità individuale degli adolescenti” con l’invito a “sperimentare il proprio interesse nel sesso” (vietati categoricamente i “falsi argomenti” secondo i quali l’omosessualità sarebbe ampiamente diffusa tra i giovani di oggi).

  8. Presentare i gay come modelli da seguire (questo include il divieto di pubblicare liste di persone LGBT famose, tanto vive quanto decedute).

Via | Anodis

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