Papa Francesco e le coppie gay: cosa ha detto veramente Bergoglio

La rete pullula di commenti alle nuove, presunte aperture di Bergoglio sulle coppie gay. Ma cosa ha detto veramente papa Francesco?

Papa Francesco e le coppie gay: cosa ha detto veramente Bergoglio

Ci risiamo. La stampa (italiana), i blog (soprattutto molti di quelli queer) e i social newtork sono in fibrillazione per alcune frasi di papa Francesco sulle coppie gay. È un po’ come tutto il rumore mediatico intorno alla celebre affermazione di Bergoglio: “Chi sono io per giudicare i gay?” che è diventata un simbolo della sua (presunta) apertura verso il mondo LGBT tanto da valergli il titolo di personaggio dell’anno per la rivista gay The Advocate.

Questa volta sono delle affermazioni intorno alle sfide educative che le coppie dello stesso pongono alla chiesa cattolica. O almeno così si afferma in rete, perché nel documento, non c’è traccia della parola “gay” o omosessuale. Il discorso a cui si fa riferimento è un resoconto pubblicato da La Civiltà Cattolica dell’incontro del 29 novembre 2013 di papa Francesco con i superiori generali degli ordini religiosi. Di quell’incontro non era trapelato nulla e solo ora c’è questa cronaca, rivista e approvata dal Vaticano, scaricabile in tre lingue – italiano, inglese e spagnolo – dal sito della rivista dei gesuiti.

Si tratta di quindici pagine e, in queste quindici, l’unico accenno al mondo LGBT è quando papa Bergoglio riferisce un episodio che ha per protagonista una bimba e la fidanzata di sua mamma. Tale affermazione è collocata da La Civiltà Cattolica all’interno del paragrafo dal titolo Le frontiere della missione: emarginazione, cultura ed educazione e parte dalle domande che i Superiori Generali hanno posto al pontefice:

Come vede la presenza della vita consacrata nelle realtà di esclusione che ci sono nel nostro mondo? Molti Istituti svolgono un compito educativo: come vede questo genere di servizio? Che direbbe a religiosi che sono impegnati in questo campo?

Da qui tutto il discorso di papa Francesco che affronta vari punti e afferma: “Il compito educativo oggi è una missione chiave, chiave, chiave!”. È a questo punto che cita alcune sue esperienze avute a Buenos Aires “sulla preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia”: così La Civiltà Cattolica introduce il virgolettato del pontefice:

Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: “La fidanzata di mia madre non mi vuol bene”. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede.

Mi sembra chiaro che papa Francesco non si stia riferendo alla questione delle coppie dello stesso, ma a quella dei genitori separati (il pontefice suppone – credo – che la bambina che si lamenta di come la tratta la fidanzata della mamma sia frutto di un precedente matrimonio con un uomo, poi terminato). Inoltre, la bambina non si è rivolta al papa né ora, né quando era cardinale di Buenos Aires, ma ha parlato con una maestra: meglio precisarlo perché diversi blog stanno scrivendo che la bambina ha parlato direttamente con il papa fancedogli presente i suoi timori.

Questa frase di papa Francesco è stata subito estrapolata dal contesto utilizzata da buona parte della stampa italiana per far vedere che lo stesso pontefice è a favore della legalizzazione delle coppie dello stesso sesso e dell’adozione omogenitoriale. Nota giustamente Sandro Magister:

In realtà, lo stesso giorno, 3 gennaio [è il giorno in cui è stato reso noto il documento da parte de La Civiltà Cattolica, ndr], il vescovo ausiliare di Malta, Charles Scicluna, già promotore di giustizia nella congregazione per la dottrina delle fede, dichiarava ad “Avvenire”, intervistato da Gianni Cardinale, di aver incontrato papa Francesco lo scorso 12 dicembre e di avergli espresso la sua preoccupazione per l’introduzione di leggi del genere nella sua isola. E così proseguiva: «Il papa si è mostrato rattristato per questo sviluppo, specialmente per la questione delle adozioni. Gli ho detto che i promotori citano le sue parole: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”, ma non citano le sue parole del 2010 quando era ancora cardinale arcivescovo di Buenos Aires. Il papa ha ripetuto una frase presa dalla sua lettera del 2010: “È un regresso antropologico”».

Il documento, lo ripetiamo, è scaricabile gratuitamente online e forse sarebbe bene leggerlo prima di scriverne. Come anche sarebbe il caso di smetterla di starsene appesi alla gonnella del papa per cercare una benedizione per i nostri diritti.

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