L’autore di YMCA non vuole che la si canti a Sochi come protesta per le leggi anti-gay

Il cantante di Village People ha detto che non è il caso di usare YMCA a Sochi in segno di protesta per l’omofobia in Russia.

Victor Willis

In vista dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi, gli attivisti LGBT avevano proposto di trasmettere dagli altoparlanti la celeberrima canzone YMCA dei Village People all’ingresso della squadra olimpica statunitense, in segno di protesta verso le tristemente note leggi contro l’omosessualità in Russia. Ma Victor Willis (in foto), autore della canzone che recentemente è tornato in possesso dei diritti sulla stessa, ha affermato che non è il caso, dal momento che YMCA non è stata scritta per essere un inno gay. Willis ha spiegato:

Se vogliono usare YMCA come segno di protesta lo facciano pure, ma è stupido, visto che il testo che ho scritto io è espressione di divertimento per tutti i giovani.

Ha poi illustrato meglio il suo punto di vista e, contemporaneamente, il significato della canzone:

Le parole della canzone possono essere lette in molti modi, ma non sono specificatamente indirizzate alla comunità gay. Il significato della canzone è molto più ampio è universale. Non mi spiace certo che i gay pensino che YMCA parla di loro, ma io di certo non la eseguirò per sostenere la loro protesta.

Per Victor Willis, però, YMCA si potrebbe cantare a Sochi, ma con dei distinguo. Ecco perché:

La canzone sarebbe perfetta per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici perché farebbe ballare tutto lo stadio e sarebbe un segno di unità incredibile. Ma siccome mi è stato chiesto di cantarla in segno di protesta, la mia risposta è no!

  • shares
  • Mail