Lee Daniels confessa: “Sono stato vittima di bullismo perché gay e nero”

Il regista di “The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca” confessa di aver pensato al suicidio da ragazzo per via del bullismo.

Il regista Lee Daniels

Anche nei momenti più bui, quando il bullismo e la sofferenza sembrano essere la norma, ci si deve ricordare che tutto migliorerà. Questo è il messaggio che ha voluto lanciare il regista Lee Daniels nel riconoscere che è cresciuto in un ambiente molto ostile, in cui era discriminato per via del suo orientamento sessuale e del colore della sua pelle.

La mia infanzia è stata molto dura. Da ragazzo più volte ho pensato di suicidarmi. Sono stato vittima di bullismo perché sono gay e poi, in seguito, ero vittima di abusi perché ero nero in una scuola di bianchi. Grazie a Dio non mi sono ucciso. Credo che l’universo e Dio si siano presi cura di me e oggi sono un prodotto di quell’ambiente.

Così ha confessato in un’intervista con l’Hollywood Reporter il regista di The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, uno dei film favoriti per gli Oscar.

Lee Daniels ha poi raccontato che suo padre, un poliziotto, lo picchiava quando lo trovava a fare cose che non gli piacevano, come, per esempio, provare i vestiti della madre. Il piccolo Lee non aveva capito di essere omosessuale, ma comprendeva che in lui c’era qualcosa di diverso, un qualcosa che lo spingeva ad avere anche una forte attrazione verso l’arte:

Non sapevo che ero gay. E non sapevo che mi piaceva fare il regista. Uno non conosce il proprio orientamento sessuale, lo scopre.

Lee Daniels, inoltre, vorrebbe girare un action movie con due eroi gay, una specie di Mr and Mrs Smith queer, e uno dei due protagonisti dovrebbe essere Alex Pettyfer.

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