Mario Vargas Llosa lieto per il matrimonio gay in Uruguay

Il premio Nobel della letteratura 2010 Mario Vargas Llosa ha sottolineato l’importanza del matrimonio ugualitario approvato in Uruguay e ha lanciato a un appello ad altri paesi perché ne seguano l’esempio.

Mario Vargas Llosa “applaude” al matrimonio gay in Uruguay

Il premio Nobel della letteratura peruviano Mario Vargas Llosa ha lodato due riforme liberali adottate dal governo dell’Uruguay nel 2013, vale a dire il matrimonio ugualitario e la legalizzazione della marijuana, e ha lanciato un appello ad altri paesi perché ne seguano l’esempio. In un articolo pubblicato su El País di Madrid, scrive Vargas Llosa:

Ha fatto bene The Economist a dichiarare l’Uruguay il paese dell’anno e a qualificare come ottime le due riforme liberali più radicali prese nel 2013 dal Governo del presidnte José Mujica: il matrimonio gay e la legalizzazione e regolazione della produzione, della vendita e del consuma della marijuana.

Lo scrittore sottolinea che l’attuale presidente uruguayano José Mujica, che in gioventù è stato un guerrigliero tupamaro, “ha rispettato scrupolosamente le istituzioni democratiche” e ha fornito all’Uruguay “l’immagine di un paese stabile, moderno, libero e sicuro, che gli ha permesso di crescere economicamente e compiere passi in avanti per quel che riguarda la giustizia sociale”.

Per quel che riguarda il matrimonio tra persone dello stesso sesso, il celebre autore de La città e i cani segnala che

tende a combattere uno stupido pregiudizio e a porre rimedio a un’ingiustizia per la quale milioni di persone hanno sofferto (e continuano a soffrire nell’attualità) una discriminazione arbitraria e sistematica, dai roghi dell’Inquisizione al carcere, al bullismo, all’emarginazione sociale e abusi di ogni tipo.

Non è la prima volta che Mario Vargas Llosa difende a spada tratta i diritti delle persone LGBT: recentemente si è posto a guida di un gruppo di intellettuali, artisti e giornalisti che sostengono un progetto di legge in Perù per le unioni civili tra persone dello stesso sesso. In precedenza aveva scritto un articolo dal titolo La caccia ai gay in cui tra l’altro si legge:

Molto è stato fatto nella lotta contro il razzismo anche se ancora non è stato debellato del tutto. Oggi, almeno, si sa che non si deve discriminare il nero, il giallo, l’ebreo, l’indiano e, in ogni caso, che è di pessimo gusto proclamarsi razzista. Non è lo stesso quando si tratta di gay, lesbiche e transessuali che possono essere disprezzati e maltrattati impunemente. Essi sono la dimostrazione più eloquente di quanto buona parte del mondo sia ancora lontana dalla vera civilizzazione.

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