Il vicepreside gay rivela: "Mi hanno messo di fronte a una scelta: divorziare per non perdere il lavoro"

Ecco le parole del protagonista della vicenda di Mark Zmuda, vicepreside di una scuola cattolica americana

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Pochi giorni fa vi avevamo raccontato la storia di Mark Zmuda che aveva perso il proprio lavoro solo perché aveva deciso di sposarsi con il suo compagno di una vita. La sua omosessualità, nella scuola cattolica in cui insegnava, non poteva essere tollerata e sopportata. Così, l'uomo aveva abbandonato il proprio incarico, provocando però le proteste da parte dei suoi alunni che avevano manifestato per la scelta assurda, soprattutto dopo aver perso il loro insegnante:

"Solo perché sono cattolico non significa che abbia il bisogno di credere ad ogni regola che ha la Chiesa. Pensiamo che quella sul matrimonio gay sia assolutamente ingiusta. Ognuno sembra pensare la stessa cosa - che tutti noi dovremmo essere trattati uguali"

Mark, però, ha parlato per la prima volta del suo incarico perso -anche come vicepreside dell'istituto- e ha rivelato un dettaglio importante: la decisione era legata proprio alla sua vita privata e non per demeriti professionali. Inoltre, gli è stato semplicemente detto che se avesse voluto continuare a lavorare, avrebbe dovuto divorziare.

"Una scelta alla quale non avrebbero mai messo di fronte una coppia eterosessuale"

Per difendersi, Suor Maria Tracy ha sostenuto che stava cercando di fare tutto il possibile per mantenere Zmuda con loro. La decisione di decretare la fine della sua carriera dipendeva dalla Chiesa, non dalla scuola, e che la possibilità di sciogliere il matrimonio è stato un ultimo disperato tentativo per avere ancora Zmuda ai suoi servizi. Suor Mary Tracy dice che lei non è orgoglioso di fare tale offerta ma che era l'unica cosa che poteva fare.

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