
Nemmeno il tempo di festeggiare ed applaudire per la scelta del comune di Aosta di dare un bonus alle coppie etero e gay ed ecco arrivare le parole di sdegno da parte dal vescovo di Aosta, Giuseppe Anfossi. E qual è l’accusa secondo voi? La solita no?
“L’unione tra persone dello stesso sesso non ha il diritto di essere chiamata famiglia, la quale invece deve essere composta da un uomo e una donna con l’intenzione di generare figli e di garantire una continuità generazionale”
Perché l’aiuto economico non può e non deve essere dato anche a persone dello stesso sesso che si amano. I gay ancora una volta cittadini di serie B? No, sempre più vicini alla Z…
“Quello della casa è un problema molto serio. Il Comune poteva svegliarsi prima. Gli interventi in quest’ambito possono riguardare i diritti individuali, e quindi essere rivolti a tutti, oppure i diritti delle famiglie, che non sono le unioni omosessuali ma le coppie che si impegnano ad avere figli, a educarli e a mantenere la continuità generazionale”
Via | RegioneVda
the-truth-is-out-there
06 set 2011 - 12:33 - #1…io darei un PREMIO a chi non genera. Di analfabeti e bimbiminkia ce ne sono già troppi sulla faccia della Terra.
r_ca
06 set 2011 - 12:39 - #2Dubito che il comune abbia parlato esplicitamente di “famiglia” dal momento che giuridicamente non esiste questa istituzione per coppie dello stesso sesso.
Piuttosto avrà parlato appunto di coppie.
Se il signor vescovo si cercasse un dizionario scoprirebbe che coppia significa semplicemente gruppo formato da due elementi.
Gatti, cani, persone, piselli, basta che siano due.
Inoltre se si volesse incentivare la maternità lo si sarebbe fatto direttamente.
Quale sarebbe il senso di incentivare infatti una “coppia etero” che poi non prolifica?
Nessuno appunto.
Ebbene signor vescovo, basta farsi le pippe (mentali e non), come lei dimostra, si tende a diventare ciechi davvero….
breather
06 set 2011 - 13:04 - #3Il Comune di Aosta ha fatto riferimento alla legge italiana sull’anagrafe.
La legge italiana sull’anagrafe considera famiglia anche le coppie conviventi dello stesso sesso. Vedi l’espressione “famiglia anagrafica”.
Il decreto n. 223 del 1989, all’articolo 4, sancisce:
“Famiglia anagrafica - Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela O DA VINCOLI AFFETTIVI, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.”
Lo stesso decreto dà diritto a tutti i conviventi gay d’Italia di ricevere dal proprio Comune certificati ed attestati di famiglia anagrafica. Vedi l’articolo 33.
Link al decreto: http://goo.gl/drwYf
Nel regolamento del bonus approvato ad Aosta si legge:
“giovani coppie, dove entrambi i soggetti hanno età non superiore a 35 anni. Rientrano in questa categoria i soggetti che alla data della pubblicazione dell’avviso per l’erogazione del sostegno economico di cui in premessa hanno: contratto matrimonio, successivamente alla data … oppure iniziato una convivenza stabile anagraficamente rilevabile … che risultino appartenere allo stesso nucleo e che non siano legati da vincoli di parentela”.
Ergo le parole del Vescovo sono totalmente fuori dalla realtà.
brokenheart
06 set 2011 - 13:27 - #4Queste parole offendono anche le coppie etero sterili e quelle coppie etero che hanno scelto liberamente di non avere figli.
overboost
06 set 2011 - 17:40 - #5hanno rotto con questa storia della procreazione e della continuità dell’umanità…
giampigogo
07 set 2011 - 09:04 - #6Si facesse i c… suoi. Nessuno ha chiesto il suo parere! Prima di aprire bocca paghi l’ICI come fanno le persone che critica!
my-monkey86
08 set 2011 - 14:39 - #7un vescovo che parla di continuità generazionale è come un vegano che consiglia una tagliata al ristorante!
rokko77
02 dic 2011 - 12:23 - #8BASTAAAAAA!!!!!!!!!! non ne posso più di questi vescovi politicizzanti! che imparino a stare al loro posto una volta per tutte! Se tengono alle famiglie italiane paghino l’ici per tutti gli alberghi, pensioni, appartamenti, conventi che hanno per aiutare la crisi economica. E facciano i vescovi invece che i politici, e loro parlano di famiglia quando non ne hanno una propria..Vaff!!!