Ivan Scalfarotto su Obama e Billie Jean King

Sull'Huffingtonpost, una disamina sulla scelta del presidente Usa di far rappresentare gli atleti impegnati a Sochi da Billie Jean King


Sull'Huffingtonpost, Ivan Scalfarotto, il deputato PD, scrive una bella disamina sulla forza evocativa del gesto di Obama, mandare Billie Jean King, a rappresentare gli Stati Uniti per le Olimpiadi in Russia.

Più potente di una lettera aperta, di un boicottaggio, ecco la decisione del Presidente, più libertario e innovatore degli ultimi anni, condensati in un gesto: perché Billie Jean è omosessuale, e viene scelta per testimoniare, con la sua vita, la sua potenza di donna, con ogni fibra dei suoi muscoli, che tanto hanno vinto, capaci di smantellare mucchi di pregiudizi in un colpo solo.

Billie Jean arriverà a Sochi, ai prossimi Giochi Olimpici, in Russia, là dove il presidente Putin ha firmato una legge contro la propaganda gay a dimostrare che il mondo è cambiato. Che persone come lei, che hanno lottato molto contro il sessismo nello sport, sono l'orgoglio della nazione più potente del mondo, sono la summa dell'integrazione, della parità, del talento e del merito che vengono riconosciuti, che vanno coltivati con orgoglio e dedizione.

Perché al contrario dei boicottaggi non penalizza lo spirito Olimpico, ed efficace, Perché tira un pacifico ma Evidente manrovescio a Putin dimostrandogli che le persone omosessuali esistono e spesso eccellono nelle cose che fanno, dallo sport alle professioni

Scrive Ivan Scalafarotto.

Scegliere la tennista Billie Jean King è un gesto non violento, che provoca senza disobbedire alle regole, che dimostra, senza strepiti, chi è e cosa fa, questa comunità LGBT che a volte sembra un'entità senza volto, da difendere e proteggere, e invece è parte della vita quotidiana, e comincia, sempre più, a conquistare i suoi spazi, perché questo conquistare pieno rispetto, lo fa da sempre: vive, ma adesso vuole farlo alla luce del sole.

La Presenza di Billie Jean King a Sochi avrà lo stesso peso e la stessa forza della presenza di Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino del 1936. (...) in quell'edizione dei Giochi dimostrarono meglio di qualsiasi studio di che le teorie hitleriane sulla superiorità ariana erano - oltre che una barbarie - fattualmente sbagliate

Il deputato Pd prosegue con un monito per l'Italia:

Purtroppo, però, mai un uomo o una donna dello sport italiano hanno condiviso col pubblico la propria omosessualità ed è chiaro che già questo è segno dell'esistenza di un problema.

e conclude con una proposta:

ho Scritto al Presidente Letta, ai Ministri Bonino (Esteri) e Delrio (Sport) e al Viceministro Guerra (Pari Opportunità) per chiedere loro che l'Italia sia rappresentata a Sochi da Anna Paola Concia, una persona che ha fatto dello sport e dei Diritti delle persone LGBT una ragione di vita. Sarebbe bello e giusto che fosse Paola a rappresentare tutti noi italiani: gay, etero, che diciamo no all'intolleranza e all'omofobia.

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