A Tel Aviv un monumento per i gay vittime dei nazisti

Il monumento sorge in un centralissimo parco cittadino e commemora le vittime gay dei campi di concentramento, argomento tabù non solo in Israele ma in molte parti del mondo.

A Tel Aviv un monumento per i gay vittime dei nazisti

Come annunciato, Tel Aviv – la città più gay friendly del Vicino Oriente – ha realizzato un monumento per ricordare le vittime gay dei campi di concentramento.

Con il sostegno esplicito del sindaco Ron Huldai, infatti, nel centralissimo parco Gran Meir, è stato innalzato un triangolo di cemento, colorato di rosa. La forma e il colore ricorda il simbolo che identificava i prigionieri omosessuali nei campi di concentramento (le lesbiche avevano il triangolo nero perché classificate come “asociali”). Una targa ricorda: “In memoria di quanti sono stati perseguitati dal regime nazista per via del loro orientamento sessuale e per la loro identità di genere”.

Eran Lev, promotore del progetto e assessore del comune di Tel Aviv, ha dichiarato:

Questo è il primo monumento che commemora le vittime del nazismo morte non solo per essere ebree. È importante che gli israeliani sappiano che i nazisti hanno perseguitato anche altre persone, non solo gli ebrei, ma anche gli omosessuali.

E, aggiungiamo noi, non dimentichiamo che nei campi di concentramento hanno trovato la morte anche rom, sinti, Jenisch e testimoni di Geova.

Stando alle fonti storiche, durante il Terzo Reich sono stati circa cinquanta mali gli omosessuali deportati in base al paragrafo 175. Nei campi di concentramento si calcola che morirono tra i settemila e i diecimila omosessuali.

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