
Paola Concia, l’unico politico italiano che si batte apertamente per i diritti Lgbt, ha coronato il suo sogno d’amore. In Italia è impossibile potersi sposare ed essere riconosciuti come coppia gay? Si vola a Francoforte, dove vive la sua compagna Ricarda Trautmann e si pronuncia il sì in uno stato che ama le differenze che rendono tutti uguali.
Insieme a loro, amici, amiche, ex fidanzate solidali e parenti. Il padre di Paola, per problemi di salute, non è riuscito ad essere presente ma ha scritto una commovente e toccante lettera, ascoltata durante il rito. Le due donne si sono conosciuti tre anni e mezzo fa e convivono a Roma in un appartamento.
Auguri alle spose, sperando che al più presto possano ripetere la cerimonia anche in Italia. E noi con loro.
Potete cliccare sul sito di Vanity Fair per vedere le foto delle nozze.
Via e foto | Vanity Fair
gan1
05 ago 2011 - 14:11 - #1Breather, dove sei? A quanto mi risulta, in Germania c’è una specie di Pacs ma non il matrimonio. So che il rito viene festeggiato allo stesso modo dai contraenti, ma è corretto dire che si sono “sposate”?
ConsulLeo
05 ago 2011 - 14:39 - #2Effettivamente dire che si sono sposate è un pò troppo,però comunque hanno in una qualche maniera coronato un rapporto,sperando sempre che in futuro si possa fare qualcosa di meglio,di davvero “pari”.Capisco il ragionamento circa l’ “unione ghetto” poi,ma rispetto al niente più totale,è meglio che ci sia un istituto simile,o no?Poi il ragionamento della parità assoluta non lo rinnega nessuno,nessuno dice il contrario,nessuno vuole sopravvalutare il ragionamento “un passo alla volta”,ma questo offre la casa,e magari ad avere qualcosa di simile in Italia,anche solo per abituare l’opinione pubblica alla nostra presenza!
breather
05 ago 2011 - 15:05 - #3Paola concia e Ricarda non si sono “sposate”, ma “unite civilmente”.
Giustamente gan1 e ConsulLeo lo hanno fatto notare.
Mi spiace molto che in Italia si continui a parlare di unioni ghetto come di matrimoni.
Il tutto proprio nei giorni in cui la più grande e autorevole organizzazione di psicologi al mondo, l’APA, ribadisce il suo pieno appoggio all’accesso delle coppie omosessuali al matrimonio affermando che il loro confinamento in unioni registrate come quella tedesca alimenta lo stigma sociale e rinforza i pregiudizi (cito testualmente: “the denial of civil marriage, including the creation of legal statuses such as civil unions and domestic partnerships, stigmatizes same-sex relationships, perpetuates the stigma historically attached to homosexuality, and reinforces prejudice against lesbian, gay, and bisexual people”). Finché qui in Italia ci sarà la tendenza a parlare di unioni civili, in particolar modo quelle ghetto, come se fossero l’uguaglianza matrimoniale non potremo neanche sperare di ottenere un giorno la libertà di contrarre matrimonio.
@ ConsulLeo…
Per dare una prima forma di riconoscimento e delle tutele immediate - anche molte- non è affatto necessario creare -come hanno fatto in Germania- delle nozze ghetto, in quanto tali sostitutive della libertà matrimonio; si può benissimo creare un’unione civile aperta a tutta la cittadinanza, come hanno fatto Olanda, Francia, Lussemburgo, molte regioni della Spagna, l’Illinois, il Nevada, le Hawaii, la capitale degli Stati Uniti (Washington DC), il Brasile, l’Uruguay, le amministrazioni di Città del Messico e Buenos Aires, il più importante Stato d’Australia cioè il Nuovo Galles del Sud, la capitale d’Australia cioè Canberra (ACT), la Nuova Zelanda, ecc.
123stella!
05 ago 2011 - 15:20 - #4felicitazioni e tante sforbiciate!
verduraiomatto
05 ago 2011 - 15:36 - #5Mille auguri alla nuova coppia.
E auguri anche di serenità ai gay italiani: possibile che non vi passi in mente di fare auguri alla nuova coppia e di fermarvi sui termini? Lo so, ora breather attaccherà il suo discorso ripetuto a iosa sulla terminologia… Ma una volta, dico una volta, non potreste gioire della gioia delle persone?
breather
05 ago 2011 - 15:57 - #6@ verduraiomatto…
Di fronte alla tendenza -italiana- a non saper riconoscere che cosa è uguaglianza e cosa non lo è non posso essere sereno, felice, non posso comportarmi come se nulla fosse e quindi limitarmi a fare gli ‘auguri alle spose’ (che spose non sono)… anche perché ne va dei miei diritti, del mio futuro, del rispetto della mia dignità di persona: se in Italia nel 21esimo secolo non si sa ancora distinguere il matrimonio dall’unione ghetto significa che qui il movimento gay è e sarà disponibilissimo ad accontentarsi di ciò che matrimonio non è… significa in altre parole che io non posso avere la benché minima speranza di diventare un giorno cittadino “eguale”.
Mi piacerebbe essere sereno e felice, ma non lo posso essere.
Di fronte a una negazione del genere non lo posso proprio essere! Saluti.
verduraiomatto
05 ago 2011 - 16:02 - #7cvd
(io ho parlato di coppia, mica di spose…)
seal
05 ago 2011 - 18:44 - #8Auguri
gan1
05 ago 2011 - 18:55 - #9Caspita, la mia era solo una richiesta di chiarimento : visto che tutti i media italiani stanno parlando di “sposalizio” non mi ci racapezzavo!
Va da sè che gli auguri ed i rallegramenti alla copia li faccio eccome!
Mi spiace non poter aggiungere l’immancabile “…e figlie femmine”, visto che il Partnerschaft tedesco non contempla la possibilità d’adozione. :-(
n-u-t-i-ni
05 ago 2011 - 19:30 - #10BEATE LORO.
Alexpf
05 ago 2011 - 20:25 - #11Vedendo “in giro” mi pare che in effetti i più lo stanno considerando un matrimonio vero e proprio, gli omofobi si stizziscono ma anche tanti auguri alla coppia (terribile fare gli auguri o condoglianze sui blog, al massimo mandate un biglietto). Paradossalmente, lato positivo di questo “fraintendimento” è che la gente dando per assodato il matrimonio tra le due permette di parlare, bene o male, di questo argomento come di qualcosa già accaduto e di vicino a noi. Ovviamente aspetto di vedere il “giornalismo” servile del Giornale ma so già senza leggerlo.
Per il resto, quoto la puntualità e la serietà di Breather.
mauriccio
06 ago 2011 - 14:47 - #12Anche per televisione hanno parlato di “matrimonio” e infatti mi sono chiesto da quanto anche in Germania avessero legalizzato il “matrimonio gay”!
niknik79
06 ago 2011 - 15:46 - #13Auguri e felicitazione ma….2 ciospe assurde!!!
steno88
06 ago 2011 - 20:12 - #14Rosi Bindi le avrà mandato gli auguri?! Bah, questione diritti nel PD ancora irrisolta, con una suora laica che tuona contro gli omosessuali in nome della morale cristiana da una parte e una lesbica che si sposa con la sua compagna dall’altra.
Roscologne
06 ago 2011 - 20:40 - #15Breather,
volevo solo dirti che la Corte di Cassazione tedesca ha stabilito che entro fine anno le “Verpartnerung”, le unioni di fatto tedesche, devono essere equiparate al matrimonio normale.
Sono unito da 2 anni col mio compagno qui in Germania e non considero la nostra unione come “unione ghetto”. E comunque è sempre meglio di ciò che avete voi in Italia, cioè NIENTE. Le cose non si possono sempre fare subito, ci è voluto qualche tempo, ce l’abbiamo fatta anche qui.
Adesso datevi da fare anche voi in Italia.
breather
06 ago 2011 - 22:45 - #16@ Roscologne…
Una nazione che riservasse il diritto di unirsi in matrimonio con la persona amata ai bianchi e dicesse ai neri di accontentarsi di una unione registrata a se stante con simili conseguenze legali… sarebbe una nazione giusta, priva di disparità razziali, una nazione che ha brillantemente superato le fobie e i pregiudizi verso i neri, una nazione che considera e tratta i propri membri allo stesso modo a prescindere dal colore della pelle, oppure sarebbe con tutta evidenza una nazione con una palese difficoltà ad accettare che i neri abbiano accesso alle stesse istituzioni dei bianchi, una nazione quindi razzista, che divide arbitrariamente bianchi e neri, che tratta in neri da indegni del matrimonio vero, degni al massimo di scimmiottare chi si può sposare e si sposa davvero?
La risposta mi sembra ovvia. Ecco, qui è lo stesso identico discorso.
Riguardo al concetto di ghetto… il ghetto da che mondo e mondo è un qualcosa di specifico creato per persone ritenute immeritevoli di avere accesso alle cose che sono comuni al resto della popolazione (strade, case, scuole, fontane, ecc); la partnership apposita per omosessuali che c’è in Germania rientra perfettamente in questo concetto.
Per dare una prima forma di riconoscimento e delle tutele immediate - anche molte- non è necessario creare, come è stato fatto in Germania, delle nozze ghetto per omosessuali, in quanto tali sostitutive della loro libertà di matrimonio; si crei un’unione civile aperta in generale a tutta la cittadinanza, come fatto -appunto- nei Paesi che ho riportato prima.
Roscologne
07 ago 2011 - 00:43 - #17Breather, evita per favore discorsi che alla fine hanno poco senso.
Qui hanno cominciato con le unioni di fatto e si stanno trasformando in matrimoni veri e propri e siamo andati avanti coi diritti.
In Italia avete Giovanardi e la Santanchè e vi andate a nascondere nelle dark-room, mentre le associazioni gay litigano tra di loro e i gay stanno qui a gettare fango su Lady Gaga.
Un po’ di coerenza e tanti auguri.
breather
07 ago 2011 - 01:36 - #18@ Roscologne…
Veramente in Germania il Parlamento ha appena detto un secco no ai matrimoni gay; vedi quello che è successo mesi fa quando la proposta di cancellare l’esclusione dei gay dalla libertà di contrarre matrimonio civile è stata rigettata dal Bundesrat; la partnership a cui tu ti riferisci, anche con tutti i vantaggi legali di sto mondo, resta partnership. Ossia scimmiottamento ghetto del matrimonio. Questi -purtroppo- sono fatti, non discorsi di poco senso.
Naturalmente spero che le cose cambino al più presto. Ma questi sono i fatti.
Il fatto che in Italia abbiamo i vari Giovanardi Santanche ma anche Binetti, Casini, Bindi, ecc non vuol dire che dobbiamo gioire di fronte a qualsiasi ipotesi di unione civile, a maggior ragione se si tratta di nozze ghetto per omosessuali (nozze ghetto che, come dimostra l’esperienza di tutto il nord europa, ostacolano molto la conquista del matrimonio).
stam
07 ago 2011 - 17:23 - #19Incredibile che si debba sempre polemizzare anche in questi casi. Ma solo fare gli auguri e felicitazioni a chi se lo merita, specialmente come Paola che è effettivamente l’unica gay dichiarata nel parlamento e che si batte per i diritti omosessuali. Ricordo che Rosy Bindi fu attaccata tantissimo a livello personale e politico per essere tradizionalmente e fortemente cattolica ma aperta alle coppie di fatto con i Dico. Ci mancherebbe che attacchiate anche lei con l’omofobia imperante tra i politici di ben altri partiti.
breather
07 ago 2011 - 17:53 - #20@ stam…
Non sono per niente in discussione gli auguri, che io personalmente indirizzerei a tutti quanti e a tutte quante anche a chi vive n coppia senza ufficializzarsi per propria scelta o perché costretti dalle circostanze o dalle leggi arretrate. Si sta parlando, e giustamente, del fatto che quella della Concia è una ‘unione’, più precisamente un’unione ghetto, non un matrimonio. Riguardo la Bindi, cito testualmente dalla lettera che lei stessa ha scritto alla Cei: “Il disegno di legge del Governo sui Dico, a differenza di altri disegni di legge, non legalizza le unioni di fatto, né eterosessuali né omosessuali… La differenza è sostanziale e come tale andrebbe apprezzata”.
Vedi link: http://goo.gl/XSdOb