È morto Rudolf Brazda, gay sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti

Rudolf Brazda, forse l'ultimo sopravvissuto gay ai campi di concentramento, è morto

È morto Rudolf Brazda, gay sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti

Rudolf Brazda, l’ultimo sopravvissuto (che si conosca) alla deportazione nazista degli omosessuali, è morto in Alsazia. Aveva 98 anni.

Rudolf Brazda – nominato cavaliere della Legione d’Onore francese lo scorso aprile – era stato rinchiuso nel campo di concentramento di Buchenwald nell'agosto 1942 e vi rimase fino alla liberazione da parte degli americani nel 1945. Dopo la guerra Rudolf Brazda – che era nato nel 1913 in Germania in una famiglia ceca di lingua tedesca – se ne andò in Francia dove, nel 1960, ottenne la nazionalità. Fino al 2008 Rudolf non aveva mai parlato della propria omosessualità. In quell'anno, in occasione dell'inaugurazione del monumento alle vittime gay del nazismo di Berlino, alcuni amici lo spinsero a rendere pubbliche le motivazioni che lo avevano fatto internare nel campo di concentramento. A ottobre dello scorso anno era uscita una sua biografia: La fortuna mi assisteva sempre. Rudolf Braza: la sopravvivenza di un omosessuale nel Terzo Reich. Secondo le disposizioni testamentarie, le sue ceneri riposeranno insieme a quelle di Edouard Mayer, suo compagno per più di cinquant'anni, moro nel 2003.

Il suo ricordo rimarrà per sempre nella nostra memoria, insieme al ricordo di quanti non sono sopravvissuti all'orrore. Riposi in pace.

Rudolf Brazda

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