Edith Windsor, donna dell'anno 2013 secondo il Time?

Il Time sta per annunciare il titolo di Uomo dell'anno 2013: quest'anno potrebbe essere una donna e, nello specifico, Edith Windsor, colei che ha fatto dichiarare incostituzionale il DOMA.

Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario

Mentre il Guardian ha eletto come uomo dell’anno la talpa Edward Snowden, il Time rivelerà in questi giorni la sua scelta come figura rappresentativa di questo 2013 che si avvia alla conclusione. Edward Snoden è in lizza anche per il titolo del Time ed è in compagnia di papa Francesco, del fondatore di Amazon Jeff Bezos, come anche del presidente della Siria Bashar al-Assad e via dicendo.

Tra i nomi che il Time sta vagliano in queste ore c’è anche Edith Windsor, la donna che ha fatto causa agli Stati Uniti d’America e l’ha vinta in merito al matrimonio ugualitario. È grazie a Edith Windsor, infatti, che la Corte Suprema degli Stati Uniti lo scorso giugno ha dichiarato incostituzionale il Defense of Marriage Act.

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi, Edith Windsor – Edie per gli amici – è nata a Filadelfia nel 1929 e un anno dopo essersi sposata con un uomo, fece coming out come lesbica e per questo motivo il suo matrimonio finì. Si trasferì quindi a New York e iniziò a vivere la sua vita alla luce del sole. A New York iniziò a lavorare come programmatrice nella IBM quando quel lavoro era visto come esclusivo appannaggio maschile. E a New York nel 1965 conobbe Thea Spyer, l’amore della sua vita.

La storia d’amore tra Edie e Thea è durata quarantaquattro anni, nel corso dei quali non sono mancate difficoltà visto che Thea si è ammalata di sclerosi multipla. La coppia aveva un unico sogno: quello di sposarsi ma a New York non era possibile e pertanto, nel 2007, andarono in Canada dove hanno potuto coronare il loro sogno.

Nel 2009, Thea morì ed Edith si trovò a dover affrontare una situazione del tutto assurdo: il fisco statunitense le chiese 360 mila dollari di imposte di successione per ereditare la casa in cui viveva con la sua compagna di una vita. Semplicemente perché il loro matrimonio non era considerato valido per via del DOMA. Fu allora che l’animo battagliero di Edith risorse e, anche in nome dell’amore che aveva provato – e continuava a provare – per Thea iniziò la battaglia legale che ha portato la Corte Suprema a dichiarare incostituzionale il Defense of Marriage Act.

Via | Gay Star News

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