Treviso, baci lesbo e censure

Succede a Treviso: una coppia lesbica si dà un bacio in un bar e viene messa alla porta.

Due donne si baciano

L'operoso nord-est, negli ultimi anni ha fatto da traino economico alla gloriosa tradizione manifatturiera italiana, basti nominare la Benetton, che ha veicolato il suo lavoro con immagini promozionali forti – prima affidate al fotografo Oliviero Toscani che della provocazione ha fatto la sua bandiera – dove vengono, peraltro, veicolati concetti di libertà, inclusione e infine di diritti civili. Questo perché un territorio, un'area geografica, non è mai isolata, ma interconnessa a un tessuto economico-politico- sociale. L'ultima campagna, Unhate, senz'odio, vedeva potenti della terra scambiarsi baci gay.

Per questo, forse, fa ancora più strano la reazione della titolare di un bar di Treviso, che ha precisato: avrebbe reagito così anche se a baciarsi fossero stati “un ragazzo e una ragazza”. Perché: il bar è “come se fosse casa sua”? Fatto sta che le due ragazze, sono state sbattute fuori dal locale davanti a tutti. Additate ad alta voce, invitate con fermezza a lasciare il bar “se volevano fare quelle cose”, alla richiesta di spiegazioni ha ribadito che il bar è casa sua e che non vuole quel genere di clienti.

Ma che gesti hanno scambiato le due ragazze? A detta di una delle due protagoniste, si sono limitate ad appoggiare la testa sulla spalla della compagna e scambiare un bacio a fior di labbra, cose che, con questi pochi elementi non possiamo che considerare routine, continui rimandi e attenzioni, alla portata di ogni coppia etero.Conclude Anna, una delle due ragazze:

«Il nostro è un rapporto meraviglioso, vissuto alla luce del sole. Abbiamo sempre incontrato persone che ci hanno capito e non ci hanno giudicato. Fino a giovedì scorso, quando siamo stateumiliate pubblicamente in un bar. Un abbraccio e un bacio non possono scatenare quella furia. Se la titolare voleva dirci qualcosa avrebbe potuto avvicinarsi e, con un minimo di discrezione, farci presente le sue regole. Invece, ci ha volute svergognare perché siamo lesbiche. E ci ha ferite»

A fine novembre a Padergnone, in provincia di Treviso, lo spettacolo La muffa nel cassetto, era stato cancellato per un bacio lesbo. Scritto da Antonella Fittipaldi, lo spettacolo, “La muffa nel cassetto” era inserito all’interno di un programma intitolato “Ama chi ti pare”.

Il vice sindaco e assessore alla cultura Patrizia Ruaben ha visto lo spettacolo in anticipo, insierme al parroco, visto che gli incontri erano organizzati in collaborazione con la parrocchia. Ha risposto, in merito, direttamente il sindaco del Comune, Federico Sommadossi:

«Spettacolo valido, senza dubbio, ma quel bacio di due minuti ci è sembrato fuori tema rispetto al nostro ciclo di incontri, dedicato per lo più al futuro lavorativo, con il rischio inoltre che gli adolescenti, fra tutti i temi proposti, ricordassero solo quel bacio (...) Abbiamo chiesto alla compagnia teatrale se era possibile eliminare la scena del bacio, ma hanno reagito come se avessimo chiesto la censura. Abbiamo chiesto di poter ospitare uno spettacolo alternativo, ma anche questo non è stato possibile e allora abbiamo deciso di annullare l’appuntamento. Ma voglio chiarire una cosa: nulla contro lo spettacolo, ma in un contesto diverso dal ciclo di incontri per ragazzi siamo pronti ad ospitare “La muffa nel cassetto” senza problemi».

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