Manila ha celebrato il Gay Pride all’insegna della solidarietà per le vittime del tifone Haiyan

La comunità LGBTI delle Filippine si è riunita a Manila per celebrare la diciannovesima edizione del Gay Pride.

Gay Pride Filippine 2013

A Manila si è tenuto oggi il Gay Pride delle Filippine: era il 1994 quando le Filippine hanno fatto la storia organizzando il primo gay pride dell’area asiatica e qualche anno dopo sono diventate il primo stato del sud-est asiatico ad avere un partito politico gay.

Slogan del Pride di Manila è stato La forza dei colori e ha voluto sottolineare i vari successi conseguiti dal movimento per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate nel corso degli anni: la presenza di molte persone LGBTI nella politica, l’approvazione di ordinanze contro la discriminazione in diverse città, la presentazione di un progetto di legge contro la discriminazione nel Parlamento delle Filippine e uno sforzo unitario per combattere HIV e AIDS.

Il Pride di Manila è stato anche un modo per la comunità LGBTI filippina di rispondere a quella tragedia che è stato il tifone Haiyan (chiamato nelle Filippine con il nome di tifone Yolanda) dello scorso novembre 2013 e per questo motivo tutte le donazioni raccolte nel corso del Pride andranno in soccorso delle vittime del tifone, come ha sottolineato Jade Tamboon, coordinatore del Pride:

Il Manila Pride è un momento che riunisce la comunità LGBTI per aiutare tutta la nazione. Ci sono stati diversi appartenenti alla nostra comunità che sono state vittime del tifone e alcuni di noi hanno perso tutto.

Tamboon ha anche voluto allargare lo sguardo:

La comunità LGBTI delle Filippine ha vissuto spesso situazioni difficili, ma ha continuato a vivere. Per questo potevo vorremmo lanciare un messaggio a tutte le vittime del tifone Yolanda: nonostante abbiate perso tutto, siete ancora vive e potete ricominciare daccapo.

Non sono mancate proteste nel corso del Gay Pride di Manila, come quelle dei fondamentalisti cristiani che esponevano cartelli che invitavano i manifestanti a pentirsi dalla loro vita peccaminosa. Ma molti dei manifestanti hanno iniziato a ballare ai crocicchi delle strade dove si trovavano questi gruppi omofobi che non hanno avuto altra scelta che quella di sciogliersi.

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