L'omosessualità e i cinepanettoni: paradigma dell'italiano medio?

Un'Italia arretrata e ben salda agli stessi stereotipi è quella che ogni anno ci presentano i cinepanettoni che, nonostante tutto, hanno sempre un grande successo.

L'omosessualità e i cinepanettoni, paradigma dell'italiano medio

Puntuali come ogni anno tornano i cinepanettoni: in tv vengono riproposti quelli degli scorsi anni, al cinema, invece, troviamo quello nuovo di zecca che quest’anno ha per titolo Colpi di fortuna.

E a me, puntuali come ogni anno, tornano in mente le riflessioni che Francesco Piccolo fa nel suo libro L’Italia spensierata, in cui l’autore racconta alcune situazioni di “spensieratezza” tutte made in Italy. Tra queste, i cinepanettoni. Nello specifico Piccolo analizza il film del 2005 Natale a Miami, ma le sue riflessioni possono adattarsi a diversi cinepanettoni (e che dire di quelli di Checco Zalone?). Secondo Francesco Piccolo i cinepanettoni sono una sorta di paradigma dell'italiano medio:

Ogni anno, qualche volta meglio e qualche volta peggio, il film incassa una tale quantità di milioni di euro da battere quasi sempre la concorrenza… Si sa perfettamente cosa piace all'italiano che va a vedere questo film, a quello che chiamiamo da decenni l'italiano medio (pg 126).

Si chiede l'autore quale sia l'Italia che raccontano i film di Natale. E si dà questa risposta:

È un'Italia senza tempo, con spregio della modernità e dell'evoluzione dei costumi. È un'Italia che guarda il mondo cambiare con un occhio elastico e condiscendente, quasi mai scandalizzato, ma che non ha nessuna intenzione di partecipare: la moglie può scappare con una lesbica perché siamo nel Duemila e questo è diventato oggettivo, ma il punto di vista di Boldi e di De Sica [quando facevano i film insieme, ndr] – che coincide con il nostro – è che l'omosessualità non riguarda loro ed è di un altro mondo, mentre in questo mondo valgono le corna, le tette, i culi e i telefonini (pg 127).

Quindi continua:

Siamo nel Duemila, ma in ogni caso la questione dell'omosessualità è rimasta ferma al simpatico delle scuole medie che dice che “quelli” – e si tocca con l'indice il lobo dell'orecchio più volte – devono andare nel bagno delle donne. Il problema non è la battuta di Boldi in sé, ma se il pensiero che c'è dietro quella battuta corrisponde o no al pensiero dell'italiano medio. Ho paura di quel che risponderei (pg 127).

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