I politici delle Isole del Canale – dipendenze della Corona Inglese – hanno approvato, dopo anni di dibattiti, un progetto di legge che permetterà alle coppie gay della regione di potersi unire civilmente. L’approvazione della misura è avvenuta con trenta voti a favore e sei contro.
Il progetto offre numerosi diritti alle coppie omosessuali equivalenti a quelli che si ottengono con il matrimonio, come la possibilità di prendere decisioni mediche per l’altro membro della coppia o questioni fiscali. Purtuttavia non sono un matrimonio ma un’unione civile.
Le chiese delle Isole del Canale potranno celebrare, se lo vorranno, le unioni civili tra coppie dello stesso sesso. Non saranno però obbligate a farlo in quando si è preferito lasciare libere le singole chiese di regolarsi in base al proprio credo.
Ottimo passo avanti, senza dubbio. Anche se ogni volta che leggo di diritti simili a quelli che si hanno con il matrimonio ma non proprio uguali mi tornano in mente le parole di Michael Bloomberg: “La quasi uguaglianza non è uguaglianza”.

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breather
Se è come la civil partnership inglese, è un'unione ghetto. Personalmente non auguro a nessun popolo questo tipo di ghetto legale. Serve solo ad allontanare l'obbiettivo del matrimonio civile aperto a tutti. Se si vuole dare una prima forma di riconoscimento e delle tutele legali immediate - anche molte!- si può benissimo creare una unione registrata aggiuntiva a cui possono accedere tutti (come nella capitale degli Stati Uniti, Washington DC, come in Illinois, in Nevada, in Olanda, in Nuova Zelanda, ecc) non c'è alcun bisogno di limitarla alle sole coppie dello stesso sesso e farla quindi diventare un qualcosa che punta a sostituire la loro libertà di matrimonio. Condivido le parole del post sull'importanza di raggiungere l'uguaglianza e non una pseudo-uguaglianza, che in quanto tale uguaglianza non è.
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