Jean Marais, star e musa di Jean Cocteau

Il divo francese trovò in Jean Cocteau il maestro e l'amante di tutta una vita. Insieme i due realizzarono film memorabili come la Bella e la bestia del 1946.

Jean Marais

Per comprendere il legame profondo che legò l'attore Jean Marais (1913-1998), una delle grandi glorie dello spettacolo francese allo scrittore Jean Cocteau, altro orgoglio oltralpino, ci basta leggere le parole che Noel Coward scrisse nel suo diario, dopo aver visitato insieme a Greta Garbo, nel luglio del 1957, una piccola cappella nel sud della Francia:

Dopo cena ci fu mostrato, privatamente, la piccola cappella che era stata appena disegnata da Jean Cocteau. È molto ben fatta, graziosamente decorata e dai colori tenui, ma non avevo assolutamente idea che tutti gli apostoli fossero così somiglianti a Jean Marais.

Un amore travolgente, nato negli anni '30, che si trasformò subito in arte. In immagini eterne. Insieme i due crearono infatti pellicole indimenticabili, entrate prepotentemente nella storia del Cinema come "La Bella e la Bestia" o "L'aquila a due steste". Un rapporto che, se nel corso degli anni si trasformò, mutando quasi inevitabilmente colore, rimase tuttavia indistruttibile. Negli anni cinquanta e sessanta Jean Marais lavorò con altri registi importanti, primo fra tutti il nostro Luchino Visconti e divenne notissimo in tutto il mondo interpretando l'imprendibile Fantomas. Coraggioso e spericolato anche nella vita, l'attore rifiutò sempre le controfigure, saltando e lanciandosi nel vuoto come un vero stuntman.

Negli anni settanta arrivò poi anche il grande omaggio (i tempi erano ormai maturi) al grande amore della sua vita. Marais prese la penna in mano e scrisse una splendida biografia dedicata al compagno, firmandola d'impeto con una semplice fusione dei loro due nomi: Cocteau-Marais. Un gesto che rivela e dice più di mille parole.

  • shares
  • +1
  • Mail