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Rhode Island: ok alle unioni gay ma il popolo Lgbt non le vuole

Pubblicato: 01 lug 2011 da Desperate Gay Guy

rhode island unioni civili gay

Prima ci sono stati Delaware, Hawaii, Illinois e New Jersey. Adesso è il turno del Rhode Island ad approvare le unioni civili gay. La norma è stata approvata dal Camera e dal Senato locali. Tutto regolato, manca solo la firma di Lincoln D. Chafee, il governatore. Ma questa nuova legge non ha per nulla entusiasmato il mondo Lgbt. Perchè?

La causa è da trovarsi nel compromesso fatto tra Gordon D. Fox, presidente della camera gay dichiarato, e M. Teresa Paiva Weed, avversa alle unioni gay che definisce le unioni civili in maniera troppo soft. Il problema deriva dal fatto che legittima le organizzazioni religiose a non ritenere valide le unioni civili. Penserete: e quindi? E’ importante invece, a partire da un esempio concreto: se il vostro partner fosse ricoverato in un ospedale cattolico, vi potrebbe essere impedito di vederlo e visitarlo.

Per questo motivo, qualcuno ancora spera che il governatore Chafee non firmi e così la legge possa essere riveduta e corretta.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di r_ca

    r_ca

    01 lug 2011 - 16:15 - #1
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    Continuo a pensare: e quindi?
    Si parla degli stati uniti, sbaglio o non esiste la sanità pubblica?
    Allora perché diamine mai io dovrei dare i miei soldi ad un ospedale che non consente le visite liberamente e soprattutto ad un ospedale cattolico??
    Ce ne saranno di altri ospedali nello stato più densamente popolato d’america!
    Piuttosto che farmi toccare da un ospedale cattolico preferirei operarmi da solo cmq!!

  • Profilo di breather

    breather

    01 lug 2011 - 18:20 - #2
    2 punti
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    La legge sulle unioni civili non piaceva per niente ai gay dello Stato nemmeno prima di questa clausola sulla libertà religiosa (lì si rivendica il matrimonio civile non l’unione apartheid)… figuriamoci ora.
    Hanno ragione al 100 %… gli auguro di ottenere un bel veto al più presto.

  • gosh

    01 lug 2011 - 21:45 - #3
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    r_ca penso che il concetto non sia delle varie possibilità di curarsi in USA (quello era solo un esempio) ma che un’unione non deve essere soggettiva ma oggettiva, insomma qualcuno è legittimato a discriminarti nascondendosi dietro a un istituto religioso.

  • gosh

    01 lug 2011 - 21:57 - #4
    0 punti
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    a proposito di religione, perché qui nessuno discute dell’intervista della Zanicchi al sito Pontifex? è un sito che racchiude il peggior maschilismo e omofobia religiosa celato dietro la parola cattolica… e la nostra Zanicchi, con disinvoltura, è passata da paladina dei gay vincitrice del pegaso d’oro 2010 a chiedere di pregare per i gay e le loro ostentazioni.

  • feisbuk

    02 lug 2011 - 00:20 - #5
    0 punti
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    fa bene il popolo lgby americano a pretendere di più, o meglio quello che gli spetta veramente senza compromessi. a differenza dei gay italiani che - purtroppo - spesso si accontentano di pochissimo, praticamente nulla (vedi registro….).

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