Omofobia a Riazzino, picchiato un gay: identificato un aggressore

Aggressione omofoba in Svizzera: fermato uno dei responsabili

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La vittima di questa storia è stata aggredita dopo essere stato insultato con "Fro*io": lo hanno preso per un orecchio e gli hanno sferrato un pugno in faccia. A raccontare l'accaduto è stato il compagno del giovane, con cui erano usciti da una discoteca nei pressi di Riazzino:

"“Stavamo uscendo dal locale, io e il mio ragazzo, allorché, una volta raggiunto la mia auto, abbiamo visto due ragazzi grossi appoggiati al veicolo. Io ho chiesto di spostarsi perché volevamo entrare e loro hanno iniziato a minacciarci. Abbiamo fatto finta di niente e alla fine siamo saliti in macchina, ma questi continuavano. Siamo rimasti fermi per un po’ in attesa di altri nostri amici che stavano uscendo per raggiungerci. Ci siamo quindi accesi una sigaretta in auto. Ho abbassato il finestrino ma uno dei due continuava a offenderci anche da fuori. A un certo punto ho chiesto loro di spostarsi, perché volevamo allontanarci con l’auto, ma ce lo impedivano. Alla fine, sono uscito dalla macchina per cercare di convincerli a spostarsi. È sceso dall’auto anche il mio compagno e i due lo hanno preso per un orecchio, gli hanno gridato in faccia ‘frocio’ e uno di loro gli ha tirato un pugno in pieno volto"

I due non si sono solamente limitati a colpire il ragazzo gay ma anche una giovane amica che era corsa ad aiutare i due aggrediti:

In quel momento è arrivata anche la ragazza di un nostro amico, per cercare di calmare gli animi, ma anche lei ha ricevuto un pugno in faccia. Tra l’altro è una ragazza davvero giovanissima, che ha appena compiuto 18 anni

Sono aumentati anche il numero degli aggressori, aiutati da altri amici accorsi per partecipare al pestaggio:

"Erano cinque o sei. Io sono riuscito a liberarmi e ho avvisato la sicurezza del locale che è subito intervenuta, riuscendo a fermare la minirissa. Gli agenti sono intervenuti rapidamente e mi hanno chiesto se volevo andare al locale con loro per cercare gli aggressori e riconoscerli. Ho spiegato di non conoscerli ma se li avessi trovati su Facebook, avrei fatto la denuncia, altrimenti nulla. Nel frattempo al Piccadilly, ho medicato le ferite del mio ragazzo e della ragazza che aveva un occhio gonfio. Ho lavorato in Pronto Soccorso e sono un po’ esperto. Le ferite comunque non erano gravi. Sono rimasto stupito e sbigottito per questi episodi che sono sempre più frequenti"

Fortunatamente, nei giorni successivi, i due hanno riconosciuto uno degli aggressori, immortalati da alcuni scatti effettuati durante la serata in discoteca.

"Lo abbiamo riconosciuto dopo aver visionato tutte le foto della serata pubblicate in rete, ora non sarà difficile risalire anche al suo amico"

Via | TicinOnLine

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