Gay e lesbiche in carcere in Uganda e Senegal

Dall’Uganda e dal Senegal giungono brutte notizie per quel che riguarda le persone LGBT.

Sam Ganafa, attivista gay ugandese

Il rispetto dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali in molti paesi del continente africano continua a essere un’utopia. Ora giungono notizie sconfortanti dall’Uganda e dal Senegal.

Uno dei principali attivisti gay dell’Uganda, Sam Ganafa (in foto), è stato arrestato insieme ad altre due persone. Fino a ora non si conoscono le motivazioni dell’arresto. Ganafa dirige due dei principali movimenti LGBT del paese, Spectrum Uganda Initiatives y Sexual Minorities Uganda (SMUG). La sua casa, sede delle due associazioni, era diventata un rifugio per le minoranze sessuali del paese.

Sam Ganafa si è presentato spontaneamente in commissariato a seguito di una convocazione. Lì giunto è stato immediatamente arrestato e degli agenti hanno perquisito casa due, dove hanno trovato due persone che sono state arrestate. A quanto pare, Ganafa è stato accusato di aver contagiato con l’HIV un suo ex partner, sebbene finora non siano stati resi noti i motivi dell’arresto.

Intanto giunge la notizia che la polizia di Dakar, capitale del Senegal, ha arrestato cinque donne con l’accusa di aver violato la legge nazionale che vieta l’omosessualità. Le cinque donne sono state fermate lunedì mattina, durante una festa di compleanno in un ristorante del quartire di Yoff a Dakar. Secondo la stampa, questa zona è il luogo di incontro della comunità LGBT.

Tra le donne arrestate c’è anche Sene Sieng che lavora nella segreteria del Women´s Smile, l’unico gruppo del Senegal che si occupa specificatamente della difesa dei diritti delle lesbiche.

Il Codice Penale del Senegal prevede la reclusione fino a cinque anni e multe in denaro per chi commette “atti inappropriati o contro natura con una persone del suo stesso sesso”.

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