Una legge per il cambio di sesso

Si stima un tempo di 6 mesi per l'approvazione. Un passo avanti per i diritti LGBTI

Pare che per la comunità LGBTI il consolidamento di alcuni diritti non sia più un sogno. Il Parlamento si propone di approvare in via definitiva le discusse leggi contro l’omofobia e la transfobia; a cui si aggiungono altri basilari diritti come le autorizzazioni per il matrimonio civile per le coppie appartenenti allo stesso sesso; e la proposta di modifica della Legge 164/82, quest'ultima, come recita la dicitura, contiene le norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso. Scritta dal gruppo di avvocati che compongono la Rete Lenford, nota per essere in prima linea nell'Avvocatura per i diritti LGBT.

Come riporta il sito a questo link, i contenuti della Proposta di Legge, erano stati presentati a discussi a Napoli il 25 e 26 ottobre scorso nel corso del convegno ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere), queste le proposte principali:


  1. Nessuna necessità di dover affrontare un iter giudiziario per l’autorizzazione all’intervento per il cambio di sesso.

  2. Possibilità di cambiare il nome anagrafico effettuando una semplice richiesta al Prefetto, allegando la relazione psichiatrica che certifica lo condizione di “Disforia di genere”.

  3. Divieto di interventi chirurgici sui neonati intersessuali.

Si tratta di proposte che potrebbero migliorare, e di molto i diritti delle persone trans, alleviare un processo lungo e spesso irto di difficoltà, in cui la comprensione delle diverse esigenze, delle molteplicità degli orientamenti, dev'essere chiara e prioritaria.
E se il Senatore Bartolomeo Pepe, del Movimento 5 Stelle, si rende disponibile per la creazione di un intergruppo parlamentare per un rapido esame della modifica alle Norme in materia di attribuzione di sesso, il Senatore Sergio Lo Giudice, del Partito Democratico, autore di una delle Proposte di legge depositate in Senato, per la modifica delle Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso, fa sapere attraverso Mediaxpress"che esiste già un intergruppo parlamentare LGBT: è una rete composta da parlamentari impegnati nel promuovere, anche attraverso strumenti legislativi, i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Tra i componenti di questa rete c’è anche il Sen. Airola e altri senatori del Movimento 5 Stelle, che hanno appunto il compito di monitorare l’andamento di queste Proposte di Legge"

Malgrado la legge sia considerata buona, continua a non essere discussa e subisce ritardi:

“(...)Ma il tema della calendarizzazione riguarda anche la scansione delle Proposte di Legge che ho citato prima: noi oggi siamo alle prese con quella contro l’Omofobia e la Transfobia, che è già stata approvata in una versione insoddisfacente, alla Camera, e che dovrà essere discussa, io mi auguro migliorata e approvata, al Senato. E appena sarà concluso questo percorso, saremo pronti per partire con le altre due proposte: quella sul matrimonio, che in realtà è già stata calendarizzata e c’è già stato un avvio di discussione in Senato; e quella sulla modifica della Legge 164/82 che io mi auguro possa essere discussa subito dopo l’approvazione della Legge sulla Transfobia e l’Omofobia.” E dichiara che è "sempre molto difficile dare delle date rispetto ai lavori parlamentari. (...) Dopo che saranno approvate la Legge di stabilità e il bilancio riprenderà la normalità dei lavori, quindi io mi auguro che molto presto potremmo approvare la Legge contro l’omofobia, e nei primi mesi del prossimo anno si possa entrare nel vivo della Proposta di modifica della Legge 164/82. Che al riguardo, voglio ricordare, esistono anche delle interessantissime novità giurisprudenziali, che vanno proprio nella direzione auspicata dalla nostra Proposta di Legge, che affronta vari tempi come l’aggiornamento della Legge sulla riattribuzione anagrafica del nome e del Genere, ma evitando che venga accompagnata dalla rettifica chirurgica degli attributi sessuali: la Giurisprudenza oggi sta dicendo che non deve essere un’imposizione, nei casi in cui non è necessaria l’operazione chirurgica per l’equilibrio psicofisico della persona. Spero davvero di entrare nel vivo della discussione di questa Legge entro pochissimi mesi, in modo che anche il Parlamento possa adeguarsi a ciò che hanno già stabilito le aule di Tribunale.

La stima approssimata è che la legge venga discussa entro sei mesi.

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