Teresa Manes, la madre di Andrea, 15enne suicida: "Non rimanete al buio, tirate fuori il disagio"

L'appello toccante della madre del ragazzo "dai pantaloni rosa"

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La storia del 21enne romano suicida perché gay in un Paese omofobo ha portato immediatamente alla mente il caso che aveva fatto discutere l'Italia intera quasi un anno fa. Ricordate Andrea? Aveva 15 anni, era stato soprannominato il "ragazzo dai pantaloni rosa", vittima di bullismo. Decide di togliersi impiccandosi con una sciarpa. Una vera e propria tragedia che scosse e turbò l'Italia intera.

Teresa Manes è sua madre e, a distanza di qualche mese da quel novembre 2012, si racconta a Repubblica, specificando come nulla sarebbe cambiato, per lei, come madre, se Andrea fosse stato omosessuale.

"Io non mi sarei mai potuta vergognare di mio figlio. Se Andrea fosse stato gay, in famiglia non sarebbe cambiato nulla. Avrei voluto capire, gli avrei manifestato la mia vicinanza. Non lo avrei fatto sentire solo, lo avrei sostenuto (...) Non rimanete nel buio, tirate fuori il disagio che avete nella pancia"

E' passato poco tempo del drammatico evento ma la madre ha un'ipotesi ben chiara su cosa abbia spinto il figlio a decidere di farla finta: la sofferenza che prova e che albergava con troppo peso. Un mondo che non ha avuto pietà nel deriderlo e nel portarlo, giorno dopo giorno, a sentire che non riusciva a tollerare altre derisioni crudeli. Fino alla scelta più estrema e sbagliata: quella di voler morire per esserne liberi.

"Ho la mia idea me la sono fatta: Andrea non ne poteva più di essere preso in giro, additato e inquadrato all'interno di una veste in cui non si riconosceva. Era a conoscenza della pagina Facebook" che lo derideva, "ma per me conoscere è anche subire"

La notizia del suicidio del 21enne è solo un altro esempio di come il dialogo sia la soluzione principale quando si hanno problemi simili:

"Soltanto parlando si può trovare una soluzione, se uno sta nel silenzio, il silenzio non si coglie"

Teresa ha scritto un libro: Andrea - Oltre il pantalone rosa che racconta proprio come il tutto sia avvenuto per caso. Lui non aveva un paio di pantaloni di quel colore e poi si è ricordata dell'accaduto: era un jeans che aveva scolorito per errore in lavatrice. Ma lui non si era arrabbiato, anzi, li aveva indossati tranquillamente

"Poi ho scoperto la pagina Facebook che lo derideva su questi pantaloni rosa"

Parole commoventi, quelle di una madre che vive nel ricordo del figlio amato, che soffre e che vive senza più una parte di sé. Un lato indimenticabile, quindici anni di un'esistenza trascorsa insieme per un figlio che adesso non c'è più, scomparso e sparito da un giorno all'altro per il troppo dolore che provava. E che non riusciva più a gestire e sopportare.

Teresa racconta anche la difficoltà nello scrivere questo libro ma la decisione di farlo per un secondo fine molto nobile:

"Dopo la morte di Andrea, le prime tre giornate sono state le più brutte perché non ci credi, ma c'è quello che vedi, che non vuoi accettare (...) Non avrei mai voluto scriverlo, l'ho scritto per offrirlo agli altri perché magari può aiutare a capire, può essere un valido spunto di riflessione, perché magari voglio arrivare a 'un altro Andrea"

Qui il video

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