Le mozioni dei candidati PD e i diritti delle persone LGBT

Spulciamo tra le mozioni dei quattro candidati alla guida della segreteria del Partito Democratico e vediamo cosa hanno scritto in merito ai temi lgbt.

Partito Democratico, logo

“Dalla delusione alla speranza. Le cose cambiano, cambiandole”, “Per la rivoluzione della dignità”, “Il futuro che vale. Per un partito democratico, solidale, europeo”, “Cambiare verso”. Sono questi i titoli dei documenti congressuali – mozioni – presentati rispettivamente da Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi, candidati alla segreteria nazionale del PD, in vista delle primarie del prossimo 8 dicembre.

Titoli roboanti e slogan che sintetizzano quello che è il programma di ognuno di loro. E per quel che riguarda i diritti delle persone lgbt in Italia che dicono i quattro candidati? Andiamo a vedere.

Giuseppe Civati, Dalla delusione alla speranza


Giuseppe Civati, Dalla delusione alla speranza

È di settanta pagine la mozione di Civati. Dopo aver ribadito che la laicità è uno dei principi fondanti del nostro Stato, scrive:

Diverso è il discorso da affrontare quando si parla di Famiglie Lgbt, ovvero realtà di convivenza stabile per motivi affettivi di persone dello stesso sesso. E diverso, o meglio da approfondire ancora di più, il discorso sulle Famiglie Lgbt in cui sono presenti figli e/o con desiderio di mettere al mondo figli. Considerare che l'amore tra due persone sia un'esperienza fondamentale risulta una condizione essenziale che ciascun Paese europeo, laico e democratico, che garantisce i propri cittadini lottando contro ogni forma di discriminazione.

Quindi prosegue:

Nell’ultimo anno sono stati fatti ulteriori passi avanti verso l’uguaglianza dei diritti; nuovi paesi, come Danimarca, Francia e Regno Unito si sono aggiunti a quella lista crescente di paesi che riconoscono i matrimoni egualitari, mentre nel resto del mondo l’elenco si allunga con l’aggiunta di alcuni stati americani e la Nuova Zelanda. L’Italia non deve essere da meno. E il Pd, partito che si considera riformista e progressista, non può esimersi da una battaglia di civiltà.

Fa quindi riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale che riconosce la rilevanza costituzionale della famiglia LGBT e scrive:

Non è ammissibile, dunque, la disattenzione del Parlamento, perché in questo modo si privano le persone di diritti costituzionalmente garantiti. È compito quindi del partito farsi carico di promuovere alla riforma globale del diritto di famiglia, al fine di riconoscere nuove famiglie e regolamentarne le diverse forme di relazioni affettive, sposando cosi una nuova prospettiva culturale che ruota intorno al concetto di amore civile e garantendo a tutti quei soggetti esposti a discriminazioni sociali, giuridiche, politiche ed economiche i loro diritti di vivere ed esprimersi nella propria peculiarità.

Civati parla anche di omogenitorialità:

Genitori omosessuali che, ancora oggi, vivono l’omogenitorialità clandestinamente, si sentono ostacolati e boicottati nel diritto di costituire un nucleo familiare, umiliati nella loro condizioni ed esposti, loro e soprattutto i propri figli ad attacchi di varia natura. Al di là delle varie ricerche scientifiche che evidenziano quanto l’orientamento sessuale dei genitori non incide necessariamente sullo sviluppo “sano” ed equilibrato dei loro figli, risulta necessario sanare quindi il vuoto giuridico-normativo per difendere il diritto di amare la persona che si è scelti, per avere il diritto di creare una propria famiglia e per difendere la composizione “diversa” della stessa.

Arriva quindi la proposta concreta di Pippo Civati che riguarda matrimoni civili per tutti e adozioni:

estendere il matrimonio civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso come sollecitato dalle sentenze 138/2010 della Corte Costituzionale e dalla 4184/2012 della Corte di Cassazione e a riconoscere pubblicamente delle unioni civili per coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, attraverso una normativa differente da quella del matrimonio.
Il Pd vuole poi impegnarsi affinché sia prevista l’estensione al partner o al genitore non biologico della co-responsabilità sul minore e l’estensione della possibilità di adozione a persone singole o alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

Gianni Cuperlo, Per la rivoluzione della dignità


Gianni Cuperlo, Per la rivoluzione della dignità

Gianni Cuperlo afferma che “la nostra profezia è la promozione della dignità di ognuno, nel mondo e nelle nostre città”. In questo paragrafo esprime sinteticamente il proprio punto di vista su vari aspetti e, tra gli altri, dice:

Sì ai diritti e doveri per coppie di fatto omosessuali, sì al miglioramento della legge contro l’omofobia […] Sì a una battaglia contro ogni discriminazione.

E poi chiosa:

Tutto questo non è un elenco di voci, ma un modo di pensare e governare la società.

Gianni Pittella, Il futuro che vale


Gianni Pittella, Il futuro che vale

Rimane sul generico anche Gianni Pittella che afferma:

Un futuro che vale è il tempo plasmato dal riconoscimento del valore di ciascuno e dalla chiamata di ogni donna e ogni uomo a partecipare alla vita pubblica. L’essere propriamente se stessi e propriamente parte di una comunità sarà nell’espressione di scelte e decisioni che non potranno essere limitate ai momenti elettorali.

Quindi elenca i diritti delle categorie da difendere:

Insieme dobbiamo affermare e difendere i diritti e la libertà di essere, nel rispetto di tutti; cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, mussulmani e laici, migranti e residenti, giovani e anziani, omosessuali ed eterosessuali, donne e uomini, studenti, imprenditori, liberi professionisti e dipendenti, volontari e lavoratori.

Poi conclude:

Per farlo occorre riconoscere valore e dignità a ogni persona, rafforzare la cultura e le competenze, garantire parità di genere, affermare un nuovo senso civico come patrimonio pubblico da promuovere.

Matteo Renzi, Cambiare verso


Matteo Renzi, Cambiare verso

All’interno della sezione Il PD deve cambiare l’Italia della mozione di Matteo Renzi troviamo il paragrafo che ha per titolo Il partito dei diritti… Afferma il sindaco di Firenze:

Il PD che noi vogliamo è il partito dei diritti. La nostra Italia è uno spazio accogliente per tutti, costruisce sul talento di ciascuno, consente a ognuno di perseguire il proprio progetto di vita. Costruire una società veramente rispettosa e inclusiva è un’operazione possibile e vantaggiosa per la società intera.

Per Renzi è una questione di scelte:

C’è uno spazio nel quale la libertà di ogni persona di compiere le proprie scelte, anche le più intime e fondamentali decisioni della vita, può convivere in armonia con la libertà di ciascuno di vivere liberamente le proprie convinzioni. È in quello spazio che è possibile costruire un Paese avanzato sul tema dei diritti civili, senza alcuna paura di cancellare la nostra identità e le nostre radici culturali. L’espansione dei diritti delle persone non può essere un’operazione a somma zero, in cui qualcuno vince e qualcuno perde: deve essere al contrario un modo per far crescere l’intero Paese.

E conclude:

L’altra faccia della medaglia dello sviluppo economico, infatti, è rappresentato da quello civile. L’Italia deve costruire una cultura dell’inclusione.

Matteo Renzi è l’unico che non menziona mai esplicitamente gli omosessuali.

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