Logo Blogo

Il canto del cigno di Benedetto XVI: Komos, il coro gay di Bologna, si esibisce in una chiesa

Pubblicato: 19 apr 2011 da giovanni molaschi


Domenica scorsa, 17 aprile, il coro gay Komos di Bologna si è esibito in una chiesa. Il debutto è avvenuto in una delle giornate più importanti della liturgia. La domenica delle Palme è quella che precede la Pasqua. L’ingaggio della parrocchia di Torrenieri è la rivincita del Komos.

Nel 2009 ha avuto un contenzioso con la Curia di Bologna. Pochi mesi dopo la concessione di una sala prove il cardinal Carlo Caffarra ha chiesto ai coristi di provare da un’altra parte. Caffarra ha motivato la propria scelta citando un documento redatto sui fedeli omosessuali redatto nel 1986 dall’allora cardinal Ratzinger, oggi Benedetto XVI.

Nel 2010 è successo qualcosa di analogo. Il Komos avrebbe dovuto esibirsi nella parrocchia Cristo Re di Pesaro. Pochi giorni prima del concerto la curia sospende il concerto senza spiegare le reali motivazioni del gesto.

“Per la prima volta nella storia italiana (o mondiale?) - scrive Paolo V. Montanari (fondatore e direttore di Komos) un coro gay ha animato una messa cattolica. Non che nelle chiese cattoliche non cantino ogni giorno migliaia di gay, ma un conto è un coro composto da persone gay e un altro è un coro che dichiaratamente vuole rappresentare la comunità LGBTQ.

Una giornata faticosa e appagante di amicizia e di musica (e di cibo e di vino…), piaceri dolcissimi che probabilmente sono noti solo ai cori amatoriali. L’unica cosa “strana” era che noi siamo un coro gay. Ma, anche se campeggiava a chiare lettere sul programma di sala, quando abbiamo aperto bocca tutti hanno pensato solo a valutarci da un punto di vista musicale. Questo è ciò che chiediamo: un mondo in cui nessuno possa più essere rifiutato per il suo orientamento sessuale e in cui tutti possano essere valutati per ciò che veramente valgono, senza pregiudizi e senza sconti”.

Paolo V. Montanari è uno dei tanti utenti di Queerblog che la scorsa settimana ha partecipato alla discussione sull’elezione di Francesco Brollo, presidente eterosessuale di Arcigay Bari:

“Io non ho paura degli eterosessuali, io ho paura degli stupidi. Quindi, Francesco, a me non importa nulla del tuo orientamento sessuale. Se ti dimostrerai una persona intelligente e virtuosa, io mi sentirò rappresentato da te molto più che da un omosessuale meschino ed incapace di ragionare.

Scrisse Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” e cioè: “sono un essere umano. Penso che nulla di ciò che è umano mi sia estraneo”. Chi non riconosce l’umanità nel suo prossimo non è un uomo, ma una bestia. Chi non pensa che esistano criteri di razionalità validi per tutti che permettono a chi è diverso di comprendersi è condannato a vivere in un mondo di ingiustizia, in cui vale solo la legge del più forte”.

Faccio mie le parole della giornalista Myrta Merlino. Il progresso è come una tigre. O la cavalchi o ti mangia. Il cardinal Caffarra non ha saputo far crescere la propria Bologna. La crisi della città raccontata da Report riguarda anche lui.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
5 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di calvin2010

    calvin2010

    19 apr 2011 - 14:15 - #1
    0 punti
    Up Down

    Della serie: pagliacciate che fanno male al movimento.

  • Paolo V. Montanari

    19 apr 2011 - 14:48 - #2
    0 punti
    Up Down

    Per noi non c’è stata nessuna “rivincita”, perché da parte nostra non c’è nessuna guerra. Siamo stati invitati dagli amici della Corale di Torrenieri ad animare con loro la (interminabile) liturgia della messa della domenica delle Palme (e nel pomeriggio abbiamo fatto un altro concerto a Montalcino, a fianco dei cori di Montalcino, Castiglione della Pescaia e Torrenieri). Non vedo perché avremmo dovuto rifiutare. In un momento in cui la comunità gay sembra essere più isolata che mai all’interno della società italiana, l’esperienza del Komos dimostra che un dialogo è sempre possibile, non solo con la fede cristiana (dall’autunno del 2009 siamo infatti ospitati dalla chiesa evangelica di Bologna), ma perfino con i cattolici, che non sono tutti arroccati sulle posizioni medievali del pontefice romano.

  • Profilo di gan1

    gan1

    19 apr 2011 - 15:13 - #3
    0 punti
    Up Down

    Scusa Calvin, ma non ho capito se ritieni una “pagliacciata” quello che fa il Komos, o il comportamento del cardinale di Bologna.
    Nel primo caso, ti posso assicurare che sei totalmente fuori strada: il Komos è una cosa serissima, fatta e gestita da persone serissime. Tra l’altro cantano meravigliosamente; cosa ci sarebbe di pagliaccesco in tutto ciò davvero non lo capisco.

  • Profilo di calvin2010

    calvin2010

    19 apr 2011 - 15:25 - #4
    0 punti
    Up Down

    @ gan1: Cosa ci sia di pagliaccesco in un coro di gay che canta in una chiesa cattolica mi sembra evidente.
    Il danno che provocano deriva dal fatto che diventa difficile spiegare alla gente la differenza fra matrimonio civile per i gay e “gay che si vogliono sposare in chiesa” se ci sono cori gay che si lamentano perchè il prete non li fa cantare nella sua chiesa.

  • Profilo di breather

    breather

    19 apr 2011 - 17:09 - #5
    0 punti
    Up Down

    Io la trovo una cosa molto bella :-)
    Pagliaccesco e controproducente, come scrive calvin, può essere magari stato il mettersi a litigare con la Curia di Bologna… non di certo l’accettare l’invito di una parrocchia o il fatto stesso di cantare in una Chiesa cattolica.
    Io penso sia possibile coniugare entrambe le cose: promozione dell’accettazione piena dei gay negli ambienti più open minded della comunità cattolica e necessità di mantenere sui giusti binari il dibattito riguardante i diritti civili che ci vengono negati… di certo sottoscrivo il messaggio di calvin laddove fa notare che diventa difficile spiegare alla gente la differenza fra matrimonio civile per i gay e “gay che si vogliono sposare in chiesa” se ci sono cori gay che si lamentano perchè il prete non li fa cantare nella sua chiesa. Non vedo come lo si possa negare. Bisogna evitare il più possibile di prestarsi al gioco mediatico e politico dei catto-omofobi che non vedono l’ora di dipingerci come persone che vogliono imporre qualcosa agli altri, alla Chiesa.
    Una domanda: dopo questa bella esperienza assieme, questo trionfo della musica fatta insieme in nome della tolleranza e dell’amicizia… contro l’idea che delle persone possano essere sminuite o in qualche modo rifiutate per via di quello che sono… cosa ne pensa quella parrocchia di un eventuale registro comunale delle coppie di fatto? E’ riuscita a evolvere anche solo di un millimetro sul tema dei diritti civili che ci vengono negati? Non è che ve la ritroverete comunque a qualche family day o a qualche gazebo anti-matrimoni omosex?

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento