Lo studio sui gay in tv è un bluff


Lo scorso giugno il dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale dell’università La Sapienza di Roma ha monitorato la televisione italiana per capire quanto spazio conceda il piccolo schermo alle minoranze. Secondo questa ricerca la minoranza costituita dagli immigrati è quella preferita dalla tv. Seguono quella degli omosessuali e delle minoranze religiose.

Questo studio non è da ritenersi valido per una serie di motivi. Il primo riguarda il periodo in cui è stato realizzato. Giugno è uno dei tre mesi meno importanti per la televisione. Occuparsi di immigrati o di gay quando i palinsesti sono vuoti è semplice. Per le minoranze bisognerebbe trovare uno spazio sempre.

La ricerca, inoltre, tiene in considerazione solo gli spazi istituzionali dell’informazione. Dall’analisi sono stati esclusi gli altri contenitori giornalistici della televisione italiana. Uno Mattina così come Mattino Cinque sono solo due degli spazi di info-entertainment che di fatto rispondono ad una testata giornalistica. Probabilmente bisognava prendere in considerazione anche questi momenti di deriva televisiva.

Nel 2011, con tutte le opportunità che offre la rete, è limitante parlare di presenze. La Sapienza avrebbe dovuto analizzare anche la natura dell’informazione. Di gay si parla sempre con le stesse persone. Il rappresentante delle Famiglie Arcobaleno intervistato da Barbara D’Urso per Pomeriggio Cinque si era già visto a E Se Domani di RaiTre.

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