Redattore sociale propone un ciclo di seminari: L'orgoglio e i pregiudizi

Seminari di formazione per giornalisti sui temi del genere dell'orientamento sessuale: “L'orgoglio e i pregiudizi. Per un'informazione rispettosa delle persone LGBT”.

Redattore sociale propone un ciclo di seminari: L'orgoglio e i pregiudizi

Abbiamo affrontato più volte, temi legati al linguaggio di genere, e puntato l'attenzione sulla leggerezza con cui vengono trattati alcuni episodi e usato alcuni termini. Ne ha parlato anche Raoul Bova, chiamando in causa i giornalisti e l'ingerenza mediatica, sottolineando:

Più di metà dei miei amici sono gay. Persone con cui sono cresciuto e andato a scuola, con cui lavoro. È per loro, soprattutto, che mi fa ribrezzo questo modo razzista e retrogrado di usare l’etichetta di omosessuale come una macchia inconfessabile, come una peste.

L'agenzia stampa Redattore sociale propone, quattro appuntamenti in quattro città con 49 relatori, intitolati L’orgoglio e i pregiudizi, un ciclo di seminari di formazione per giornalisti su genere e orientamento sessuale organizzati su incarico dell'Unar la sigla che sta per l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Si comincia il 15 ottobre a Milano, per proseguire a Roma (16 ottobre) e a Napoli (18 ottobre), e finire nel capoluogo siciliano. A Palermo l'incontro è previsto il 22 ottobre alla Sala delle Carrozze di Villa Niscemi.

L'uso delle parole rispettose dei diversi orientamenti, necessita di una chiarificazione, in ultimo il caso Barilla ha rivelato una bassissima conoscenza dell'argomento con conseguente utilizzo di termini escludenti. (In questi giorni il presidente della Barilla ha incontrato le associazioni LGBTI e ne parliamo qui).

Come si legge dal comunicato, ecco uno stralcio della riflessione che introduce i lavori:

Ogni volta che i riflettori della cronaca si accendono su “ambienti gay torbidi e devianti” o l'omosessualità di qualcuno è usata come un'arma di dileggio, ogni volta che transessualità diviene sinonimo di prostituzione e l'orgoglio è trasformato in “esibizionismo”, i media italiani allontanano di un passo la conoscenza delle persone LGBT, delle loro lotte, delle loro vite, dei loro diritti. Talvolta è per imbarazzo, talaltra per incompetenza. In molti casi è per pregiudizio, più o meno consapevole. Così i mezzi di informazione possono rendersi complici di una cultura omofobica che esclude e discrimina le persone LGBT.

Da qui la necessità di avere

un'azione continua di formazione e dialogo che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, metta in guardia dai rischi di un cattivo uso delle parole e indichi la via per un'informazione corretta.

I video di tutti gli interventi dei relatori saranno messi a disposizione sul sito di Redattore Sociale dedicato alla formazione dei giornalisti, basterà attendere il giorno successivo al seminario. La partecipazione ai seminari è gratuita.

I 4 incontri sono realizzati nell'ambito del Progetto "LGBT Media and Communication", finanziato dal Consiglio d'Europa nel quadro della Raccomandazione CM/REC (2010)5 sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere e in attuazione della Strategia nazionale LGBT 2013-2015.

L’iscrizione, obbligatoria, si fa online consultate la pagina per scoprire i seminari ancora attivi.

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