“Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata” ... sotto accusa per una battuta omofoba. Ma non c'è forse di peggio?

sotto il vestito niente l'ultima sfilata

Flop nel suo primo weekend al cinema, Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata" riesce comunque a far parlare di sé. Come? Attraverso una battuta pronunciata dal protagonista, Francesco Montanari, che interpreta il commissario Malerba. Durante una discussione con Vanessa Hessler, accusa la donna di volersi sposare con un uomo chiaramente omosessuale. Il problema è il modo in cui glielo fa notare:

"Come fai a sposarti con lui se quello è ricchione?"

La frase ha creato un putiferio incredibile, con lamentele da parte di moltissime persone, da Klaus Davi alle parole di Franco Grillini:

Davi ha fatto notare la cosa al SAP (Sindacato Autonomo Polizia), chiedendo di commentare l'accaduto:

"Siamo allibiti. Come si può mettere in bocca a un personaggio dai contorni positivi una simile caduta di bassa omofobia. I Vanzina stanno danneggiando l'immagine dei poliziotti e stanno instillando nell'opinione pubblica l'idea che un servitore dello Stato, che per di più nel film ristabilisce la legalità, si abbandoni a una simile considerazione. Chiediamo ai Vanzina di intervenire subito e di tagliare quella battuta. Non solo, col poliziotto omofobo i Vanzina descrivono una figura di commissario non attuale, e non tengono neppure conto dell'impegno del prefetto Antonio Manganelli contro l'omofobia e i crimini che colpiscono gay e lesbiche"

Anche Il segretario generale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Felice Romano è indignato dalla notizia:

"Il commissario descritto dai Vanzina non è un poliziotto reale. È completamente fuori dalla realtà. In polizia non c'è nessun pregiudizio su questo e su altri temi. Al poliziotto vengono richieste determinate caratteristiche psicofisiche, non certo i suoi orientamenti sessuali, religiosi o politici"



Franco Grillini

è della stessa idea degli altri:

"Vanzina chiedano scusa per aver sovrapposto l'immagine del commissario Malerba a quello di un omofobo della peggior specie e della più bassa categoria. Tra l'altro corroborando il trito e ritrito luogo comune dello stilista per forza di cose omosessuale. Noi chiediamo - aggiunge - che la battuta sia tagliata immediatamente perché fortemente razzista e offensiva. In Spagna, Francia e Germania un film che incita all'omofobia non potrebbe mai uscire!"

Persino Paola Concia ha la stessa opinione di discriminazione intollerabile:

"La frase del film dei Vanzina ci riporta indietro di molti anni, quando la polizia era poco sensibile alla questione delle discriminazioni subite dalla comunità lgbt. 'Ricchione' è una parola brutta e atavica che suona come una bestemmia in bocca a coloro che dovrebbero proporsi come un modello positivo per tutti i cittadini, nessuno escluso"

Interviene nella polemica il diretto colpevole, Enrico Vanzina, che spiega l'assoluta innocenza e buona fede (a suo parare) del personaggio del commissario Malerba, tralasciando forse il 'capo d'accusa' principale dell'omofobia:

"Questa polemica è pretestuosa e ingiusta. Il mondo del cinema è pieno di poliziotti corrotti e negativi. Il commissario Malerba del nostro film, invece, è un poliziotto per bene: intelligente, rispettosissimo delle regole e delle persone. Il ritratto di una persona assolutamente positiva. Come si puo' criticare una persona se, in privato, dice una battuta che, peraltro, viene pronunciata in una circostanza particolare? In realtà abbiamo pensato di fare il ritratto di un poliziotto per bene che a mio giudizio non risulta mai offensivo ed è sempre rispettoso di tutti. Se poi si vuole cercare la polemica per forza allora posso consigliare chi critica di andare a guardarsi come sono stati descritti i poliziotti nel cinema in centinaia di film..."

Doverosa e onesta premessa: non ho ancora visto il film, ma da quello che ho letto non mi sembra, sinceramente, motivo per scatenare questo 'inferno mediatico'. La parola ricchione è il problema? Sono d'accordo. È ora di smetterla con questi nomignoli imbarazzanti (sopratutto per chi lo dice), che siano "frocio" o "ricchione". Però penso che sia importante anche il contesto: se il personaggio ha davvero detto quella frase in un momento di sfogo sentimentale e se il film vuole essere realista, quanti di noi sono sempre, eternamente, politically correct anche quando parlano in 'privato'? Non è la prima volta che assistiamo ad un film dove qualcuno viene insultato: altre volte accade ad un personaggio, durante una discussione, per la propria origine o etnia. Scandaloso? Sì. Di cattivo gusto? Assolutamente! Non da esempio? Ovvio. Da non rifare! Decisamente sì.

Ma non credo che, negli ultimi anni, sia il film che potrebbe più infastidire il mondo Lgbt. Io trovo molto più offensivo una serie di rappresentazioni mimate e macchiettistiche di gay che sculettano, camminano con il 'polso spezzato' o hanno una voce cantilenante e femminile. Queste cose mi offendono. Molto. E credo possano fare più danno di un "ricchione" pronunciato, per finzione, durante una discussione accesa, in una pellicola cinematografica.

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