Fred Karger non è il Barack Obama gay, il consulente di Bush assomiglia a Nichi Vendola


Nei giorni scorsi ci siamo occupati di Fred Karger, il sessantenne gay che si è candidato alle primarie del partito repubblicano. Dopo aver lavorato alle campagne elettorali di Gerald Ford, Ronald Regan e George Bush padre Karger prova a mettersi in gioco. La sua corsa verso la Casa Bianca potrebbe essere bloccata da Sarah Palin, governatrice dell’Alaska e già candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti.

In Italia c’è già qualcuno che identifica Karger come l’Obama dei gay. Questa teoria è stata sviluppata da Lettera43, il quotidiano online di Paolo Madron. Questa definizione è sbagliata per due ragioni. L’attuale presidente degli Stati Uniti sta già lavorando per garantire agli omosessuali americani la tanto sofferta emancipazione.

Nel 2010 l’amministrazione Obama ha abrogato il don’t ask, don’t tell, l’emendamento che vietava ai militari gay di fare coming out. Il DADT era stato voluto da Bill Cliton, rappresentante dello stesso partito di Barack Obama. Nella storia contemporanea i politici che hanno saputo rimediare agli errori commessi da chi li ha preceduti si contano sulle dita di una mano.

Obama, inoltre, ha ripreso in mano il dibattito sul matrimonio gay. Probabilmente prima delle prossime elezioni negli Stati Uniti le unioni omosessuali saranno equiparate a quelle eterosessuali.

Il lavoro che Obama sta facendo con tutte le minoranze, e non solo quelle che potrebbe rappresentare, sottintende un cambiamento che Karger non può più rappresentare. Solo in Italia si può ancora pensare che un gay possa diventare l’interlocutore di tutti gli omosessuali di un paese. Se la realtà fosse davvero questa Nichi Vendola sosterebbe il matrimonio gay e non solo un generico riconoscimento delle coppie di fatto.

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