Cuchillo de palo, un film sui gay perseguitati dalla dittatura in Paraguay


Il figlio di un fabbro che non vuole fare il fabbro come suo padre e i suoi fratelli, ma sogna di diventare un ballerino e combatte per realizzare la sua ambizione. Una storia ambientata nel Paraguay degli anni Ottanta, sotto la feroce dittatura di Stroessner, quando i gay venivano perseguitati e anche uccisi perché la loro "devianza" era considerata un crimine.

È la storia di Rodolfo, che un giorno viene trovato morto perché era finito nella lista dei 108, in cui venivano registrati gli uomini sospettati di omosessualità. Sua nipote, Renate Costa, ha voluto raccontare la sua storia e restituirgli un'identità con il film-documentario Cuchillo de palo (coltello di legno), il cui titolo richiama un proverbio tradizionale, che esiste anche in dialetto calabrese (e credo anche in italiano): "A casa del fabbro, cucchiai di legno".

Il film, che è stato premiato come miglior documentario al Festival dei Popoli di Firenze 2010, non esce nei cinema italiani, ma è disponibile online grazie a Queerframe, che lo ha pubblicato sul portale: si può vedere in streaming o scaricare, rispettivamente a 2, 99 € o 4,99 €.

Il documentario ha potuto essere realizzato solo dopo la caduta del partito Colorado (quello di Stroessner) che aveva guidato il paese dal 1947 al 2008, con l'avvento della sinistra al governo. Ma le difficoltà sono state tante perché i personaggi che hanno reso la propria testimonianza hanno scelto l’anonimato per paura di rappresaglie.

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