Terre nuove, di Roberto Russo: in ebook un racconto di amore tra uomini

Le “Terre nuove” del titolo sono quelle della scoperta del desiderio, del piacere, quell'amore che più spaventa, che regala la capacità di fondersi completamente con l'altro.

Roberto Russo, Terre nuove"Cose di gioventù", mi dice Roberto Russo, che è il responsabile di queste pagine, e ripubblica in formato eBook Terre nuove, un racconto erotico che ritrova la forma ecologica-digitale, dopo essere stato pubblicato su cartaceo per la Mondadori. Potete scoprire la storia di Alessandro e Patrizio che nel Lazio sud lussureggiante, si conoscono e si amano una sola volta in un luogo dal nome evocativo La Sperduta.

Le Terre nuove del titolo sono quelle della scoperta del desiderio, del piacere, quell'amore che più spaventa, che regala la capacità di fondersi completamente con l'altro. Il racconto conserva la forma di una lunga lettera ai posteri, che un Alessandro ormai anziano, vedovo, circondato dai suoi affetti, scrive a un ipotetico discendente.

Eppure nel mio animo ancora non si è sopita completamente la meraviglia, il gusto del fantastico, l’amore dell’inconsueto. Ancora non si è offuscata la voglia di raccontarmi il mio destino, l’uomo che fui e seppi.

La prosa di Roberto Russo, che non a caso è dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è ricca, segue lo stile del tempo, in un'esperimento che restituisce una lingua sontuosa capace di suggerire suggestioni senza mai rivelarsi.

Aveva un sorriso franco e aperto che ispirava immediatamente un senso di fiducia e di calore. Assolutamente diverso dagli altri giovani che avevo conosciuto fino ad allora.

Un amore fisico, dolce, profondo, impareggiabile:

Ma una cosa io colsi per intero: che quella mia felicità immotivata aveva in lui la causa. Era per Patrizio che io mi sentivo felice e quando si girò per aspettarmi, avevo lasciato Baiardo senza sprone, il suo sorriso mi convinse che anch’egli partecipava della stessa gioia per me.

Alessandro si espone, si confida, senza temere il giudizio, invero, affinché sia chiaro che l'amore è puro, vero, in tutte le sue forme:

E maledissi il mio debole cuore irresoluto che m’impediva di andargli incontro e la stolida convenzione che continuava a ripetermi inutilmente che così era molto meglio e che alla luce del mattino ne avrei avuto solo un flebile rimpianto. Come di un’occasione mancata. Mentre io ora sapevo che non era un’occasione, ché la parola stessa ripugnava al mio animo, perché lui era Patrizio. Null’altro, non uomo o donna o compagno o simulacro di desiderio bizzarro: solo Patrizio. E la parola mi moriva alle labbra e si spegneva, mentre io avrei voluto chiamarlo con una voce di mille accenti, una voce che mi contenesse completamente e rivelasse i miei pensieri.

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