Quante lelle alla notte degli Oscar

Gli Oscar sono stati assegnati, Scorsese ha avuto finalmente le sue statuette, People ha già stilato la classifica delle star meglio vestite (prima in classifica Penelope Cruz in Versace, ma chi scrive non è assolutamente d'accordo) e l'immancabile riconoscimento ad un attore di colore c'è stato (Forest Whitaker). Tutto nella norma. Ma non possiamo lasciar scorrere via questa edizione appena conclusa senza commentare qualche dettaglio che ci riguarda più da vicino e che ci ha permesso quest'anno di guardare la serata con maggiore interesse. E da guardare c'era.

Ellen, la prima attrice lesbica dichiarata a presentare la serata degli Academy, è stata garbata, giusta, divertente, misurata e brillante. Non come suo solito, ma in ogni caso apprezzabile nel suo law profile, come se stesse presentando il suo programma quotidiano, quindi sdrammatizzando la serata. In sala, tra il pubblico, un'adorante Portia De Rossi ha osservato la sua donna per tutta la serata. E ci è sembrata deliziosa. Rappresentante perfetta del lesbo chic, di cui forse è stata una delle prime esponenti, Ellen ha indossato con disinvoltura e padronanza completi maschili molto eleganti e sobri (Gucci). Pur non risultando mai troppo butch. Anzi.

Chi invece pecca di mancanza di femminilità, nonostante il trucco pesante, è stata Melissa Etheridge, altra star dichiarata che, al di là della sua poca grazia, abbiamo amato al momento della vittoria come miglior canzone originale "I need to wake up". Melissa infatti nell'esultare ha stampato un bel bacio in bocca a sua moglie, che poi ha anche ringraziato dal palco.

Tra il pubblico poi c'era anche una splendida Jodie Foster, sempre in disparte e mai con un gesto di troppo. Insomma, se ci aggiungiamo l'oscar per "Little miss sunshine" (miglior attore non protagonista Alan Arkin), una serata davvero rainbow. Anzi, decisamente lesbostar.

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