Lettera (di candidatura) aperta alla Barilla

Lettera aperta a Guido Barilla per candidarmi come consulente: perché le famiglie in Italia sono di tanti tipi, ma veramente tanti!

Niente gay negli spot Barilla? Al via il boicottaggio

Gentilissimo Guido Barilla,

Si è sollevato un bel polverone dopo la sua intervista alla trasmissione radio La Zanzara, le sue esternazioni, quelle parole buttate lì, riguardo le famiglie autorizzate a rappresentare i prodotti Barilla nei vostri spot promozionali, stanno costando alla Sua azienda persino il rischio boicottaggio.

Perché le scrivo? Con la presente mi candido ad offrirle la mia esperienza professionale, nell'ambito del giornalismo e della comunicazione - in generale – e sui temi dei diritti civili e differenze di genere – in particolare.

Sono molte le mansioni che potrei svolgere nella Vostra azienda, le confesso che il mio profilo potrebbe benissimo aderire a quello di “collaudatrice di spaghetti”.

Non so se lei preferirà una scrittora ai creativi laureati alla Bocconi, però io, la presente scrittora e giornalista terrona, mi proporrei proprio per questa professione: curare l'immagine della sua azienda, sono la persona giusta, mi creda, qualsiasi head hunter glielo confermerebbe. Quali sono le mie competenze? In me riassumo un sacco di famiglie, quelle che magari non è facile focalizzare, se non ci si guarda attorno con un po' d'attenzione.

La prima, quella di appartenenza, è tradizionalissima, è una famiglia del Sud, con madre, padre e cinque figli (sì, so che anche lei ha cinque figli, complimenti), come mai spesso negli spot però i figli sono due, un maschio e una femmina, quasi sempre biondi? Noi siamo tutti mori mori, eccetto mio padre che ha gli occhi azzurri. Io ci ho vissuto fino ai vent'anni passati, so come se la immagina: pranzi domenicali interminabili, moka sul fuoco, partite in tivvù da vedere tutti insieme, opposte fazioni di tifo, etc etc.

Poi c'è la famiglia che sono io, me medesima, una sola, che esiste nei dati Istat sono le famiglie mononucleari (che pare, detto così, una patologia), io che comunque intrattengo una relazione e mi accompagno a un papà separato. Altro tipo di famiglia, quella dei separati, che non mi pare sia contemplata nei vostri spot. Mia sorella, ad esempio, ha avuto un figlio fuori dal matrimonio. Non mi pare sia contemplata nemmeno lei.

Io, che comunque non ho prodotto prole, ho una pletora di amici, alcuni di loro sono gay e altre sono omosessuali, che provengono, spesso, da famiglie tradizionali come la mia (perché, magari non lo sa, ma sovente da genitori etero nascono figli gay, diciamo che è la natura che fa il suo corso). E anche con loro, con gli amici, si organizzano, pranzi domenicali interminabili, moka sul fuoco e partita in tivvù. Certe volte mi pare di stare a casa - come diceva il vostro head line “dove c'è Barilla c'è casa?”. Anzi, a pensarci, sa che c'è? Sono proprio a casa!

Ecco, il mio riassuntino di famiglie, che è semplicissimo, e magari può tornare utile.

Poi se ci mette che ho scritto un po' di saggi sull'argomento (omosessualità, e tematiche di genere) che sono una specie di attivista dei diritti civili, che mi occupo di campagne social virali etc, che ho cucinato per anni i vostri rigatoni, capirà che sono ultracompetente, una vera eccellenza nel campo. Che fa, mi assume?

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