Registrarsi è come sposarsi: succede a Palermo

Al Comune del capoluogo siciliano, una vera e propria cerimonia, sulle note de "Il cielo in una stanza".

Wedding cake toppers gay, sposini sulla torta nuziale gay

L'ufficialità, entrare nella stanze del Comune, apporre una firma, tutti gesti, finora, in Italia, esclusiva delle coppie etero, questo sancire, davanti alla legge, di essere due persone che hanno deciso di condividere la loro vita, apertamente, a tutti gli effetti. Ne ha dato notizia Repubblica, il dorso palermitano di stamane 26 settembre, sposalizio laico, sulle note del capolavoro d Gino Paoli, Il cielo in una stanza, cantato in coro, Toti e Giuseppe, insieme da vent’anni, hanno coronato il loro sogno di unione civile, tutto sotto gli occhi di una società, che no, non è sempre al passo con i fatti reali.

Il Comune di Palermo, tra i primi a istituire un registro delle unioni civili, ha concesso loro tappeto rosso e vasi di fiori, la coppia è formata da Giuseppe Atanasio, 47 anni, e Salvatore (detto Toti) Migliore, 53. Racconta Sara Scarafia su Repubblica:

Giuseppe e Toti hanno un conto corrente in comune e sono nello stesso stato di famiglia. Ma per la legge italiana non possono essere più che due conviventi. Giuseppe è un dipendente Amat (l'azienda che cura il trasporto urbano della città). Quando ha deciso di trasformare l’iscrizione al registro nel suo effettivo matrimonio, ha chiesto di poter usufruire delle ferie matrimoniali. «Molte società lo permettono», racconta. Ma dall’azienda del trasporto pubblico hanno detto di no. «Mi hanno chiesto il certificato di matrimonio che naturalmente io non posso avere». Giuseppe intanto si è preso dieci giorni di normalissime ferie. Ma per non far cadere nel vuoto la sua battaglia verso il rispetto dei diritti di tutti, ha ufficializzato la sua richiesta all’Amat inserendo nella domanda una serie di riferimenti, compreso un estratto di una sentenza della Cassazione che afferma il diritto della coppia omosessuale ad un «trattamento omogeneo» a quello assicurato dalla legge «alla coppia coniugata». Giuseppe ha poi citato lo statuto della stessaAmat con il quale la spa comunale si impegna a «combattere qualsiasi discriminazione». «Aspetto una formale risposta — dice — sarebbe un bel segnale»

Il pezzo si conclude con la prospettiva di un viaggio di nozze in Danimarca o Novergia, paesi dove i nostri potranno sposarsi per davvero.

A loro i nostri auguri

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