Don Pietro Borelli contro Mons. Rigon, anche Genova ha il suo prete gay-friendly


Dell’omofobia di Mons. Rigon ci siamo occupati a lungo. Forse troppo. Fin da subito ho creduto che la vicenda non avesse dei veri elementi di novità. Rigon non è il primo prete che odia i gay. Prima di lui altri sacerdoti hanno rilasciato dichiarazioni contro gli omosessuali. Se i preti omofobi sono diventati i protagonisti dell’attualità la responsabilità è anche delle associazioni.

Chi si propone di lottare per raggiungere in Italia l’emancipazione degli omosessuali si concentra solo sulle polemiche e non sulle possibili soluzioni. Rigon, così come gli altri sacerdoti omofobi, sembrano essere la maggioranza solo perché dei preti gay-friendly non ci si occupa.

Probabilmente se i mass media e le associazioni si concentrassero su chi aiuta gli omosessuali Rigon non avrebbe avuto lo spazio che gli è stato dato. Non è possibile che ancora oggi facciano notizia solo i preti omofobi. Bisogna iniziare a rovesciare lo scenario e dare ai sacerdoti gay-friendly tutto il supporto che si meritano.

A Genova non lavora solo Mons. Rigon. A Genova lavora anche don Pietro Borelli, il sacerdote che ai propri fedeli ha presentato il gruppo di credenti gay che pregano con lui da quasi due anni. Il coming out non è piaciuto al Cardinal Bagnasco, presidente della Cei, Conferenza Episcopale Italiana. Se le associazioni gay stanno davvero lavorando per l’emancipazione degli omosessuali dovrebbero sostenere don Borelli. L’omofobia della Chiesa si dovrebbe combatterla così. La polemica non è più uno strumento politico efficace.

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