Usa: via libera alle magliette anti-gay alle scuole superiori


La libertà di espressione - portata all'eccesso - colpisce ancora, almeno negli Stati Uniti. Dopo il caso della Westboro church, una corte d'appello di Chicago ha dato ragione a una ragazza, che voleva indossare una maglietta anti-gay:

Le persone nella nostra società non hanno il diritto di vietare le critiche alle loro credenze o al loro stile di vita.

Nel 2006, dopo che la sua scuola superiore - la Neuqua Valley High School a Naperville, 50km da Chicago - aveva promosso un Giorno del Silenzio per promuovere la tolleranza verso le persone omosessuali, una ragazza aveva indossato una maglietta con su scritto "Sii Felice, non Gay(o)" ovvero, in inglese, "Be Happy, not Gay".

Il preside l'aveva obbligata a cambiare la scritta in "Sii Felice, sii Etero", per rispettare la sua opinione, ma volgerla in positivo. I giudici, però, hanno stabilito che se la scuola permette di sostenere l'omosessualità, allora non può contestare le critiche all'omosessualità.

Sulla libertà di espressione siamo tutti d'accordo, ma come la mettiamo se poi questa libertà si traduce in libertà di istigazione all'odio e di denigrazione? Alla Costituzione americana preferisco la Costituzione della Repubblica Italiana.

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