Intervista. Don Franco Mandonico spiega a Queerblog perché essere gay è peccato


Il 3 febbraio ci siamo occupati di don Franco Mandonico, il prete di Crema, in provincia di Cremona, che vorrebbe organizzare degli incontri di preghiera per fedeli gay. In Italia i gruppi gay di preghiera esistono solo nei grandi città. Crema ha 34mila abitanti, un quarantesimo di Milano. Con don Mandonico non abbiamo parlato della grandezza della sua diocesi. Al sacerdote ho chiesto di spiegarci perché essere essere gay è peccato e se come cittadino è favorevole al riconoscimento delle unioni gay.

Da quando si è reso disponibile alla creazione di un gruppo gay di preghiera sono passate alcune settimane. Gli omosessuali di Crema hanno già accettato l’invito?
Direttamente no. Per il momento il gruppo di preghiera per gay è sostenuto solo da pochi eterosessuali.

L’omosessualità è un peccato?
Non c’è scritto da nessuna parte che i gay sono dei peccatori. La dottrina dice che solo l’esercizio dell’omosessualità è peccato. La relazione affettiva di due persone dello stesso sesso non è un peccato.

Quando una coppia eterosessuale commette peccato?
Il sesso è lecito solo per procreare, o provare a farlo. Per la chiesa il matrimonio tra due persone che decidono di non avere un figli è nullo. La loro unione è una forma di concubinato.

Conosce dei fedeli omosessuali?
Qualcuno lo conosco. Io sono prete da quasi quarant’anni. In questo periodo solo otto uomini mi hanno confessato di essere gay. Ho saputo dell’omosessualità di una ragazza attraverso la madre.

Conosce anche dei sacerdoti omosessuali?
A questa domanda preferisco non rispondere.

La Chiesa fa bene a bacchettare i gay?
La Chiesa ha una reazione tranciante solo quando c’è ostentazione.

Il Gay Pride non rappresenta tutti. La Chiesa ha sbagliato a relazionarsi con gli omosessuali che decidono di non sfilare?
Non userei il verbo “sbagliare”.

La Chiesa poteva fare di più per loro?
L’importante è il rispetto della persona. Il questi anni la Chiesa è diventata più attenta ai separati pur ribadendo che quello che non era corretto prima lo è anche oggi.

Come cittadino pensa che le unioni gay debbano essere riconosciute dallo Stato?
Per me il matrimonio è quello tra uomo e donna. Lo Stato come ha preso atto del divorzio, spiacente la Chiesa, oggi dovrebbe prendere atto delle unioni omosessuali anche se non credo che i gay possano essere dei genitori.

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