Cicchitto si chiede perché nessuno ha rotto le scatole ai premier gay e Adinolfi spara a zero sull'omogenitorialità

Cicchitto si chiede perché nessuno ha rotto le scatole ai premier gay e Adinolfi spara a zero sui genitori gay

Da un lato abbiamo Fabrizio Cicchitto che si interroga sul perché in passato non si siano creati problemi ai (presunti) premier gay e ora invece si fa tanto clamore intorno a Silvio Berlusconi; dall'altro abbiamo Mario Adinolfi che sulla sua pagina Facebook ragiona sul matrimonio omosessuale e la conseguente innaturalità dell'omogenitorialità. In entrambi i casi si tratta di espressioni di una politica ottusa che non riesce a guardare al di là del proprio naso.

Fabrizio Cicchitto nel presentare a Milano il suo libro L’uso politico della giustizia, si è candidamente chiesto:

Abbiamo avuto presidenti del consiglio e ministri del tesoro che erano omosessuali, ma hanno fatto la loro vita e nessuno si è sognato di rompere loro le scatole.

Mario Adinolfi, invece, ha scritto una riflessione sul proprio profilo Facebook dando origine a molte discussioni. Afferma Adinolfi:

Ragiono sulla questione dei figli, sul matrimonio omosessuale e le conseguenti genitorialità “inventate” contro ogni legge di natura, e mi continuo a chiedere perché venga considerata tanto "de sinistra" l'artificialità di rapporti generati solo per soddisfare un egoismo... è più di sinistra considerare il diritto di ogni bambino a avere una madre e un padre, non due che si possono stufare della “macchina nuova”.

Io ero rimasto alla definizione classica che la politica è l'arte di governare le società. Pare che invece la politica oggi sia andare sempre e comunque contro qualcuno. A prescindere.

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