Queerblog intervista Genesio Petrucci, l’insegnante gay di religione di Roma licenziato perché omosessuale

Ieri qui ci siamo occupati di Genesio Petrucci (foto). Genesio era un insegnante di religione del liceo scientifico Keplero di Roma. Genesio non è stato confermato per l’anno scolastico 2010/11. La scorsa primavera insieme ad altri insegnanti aveva sostenuto un progetto di educazione sessuale pensato per i suoi alunni. Al Vicariato, che si occupa dell’idoneità degli insegnati di religione, l’impegno di Genesio non è piaciuto.

Quando Genesio ha chiesto di sapere perché non può più insegnare religione al Keplero chi di dovere gli ha fatto presente che la sua omosessualità e le preferenze politiche non sono compatibili con la materia che insegna. Genesio è di sinistra. In Italia c’è ancora qualcuno che crede che l’educazione sessuale sia patrimonio di una sola parte politica. La storia di Genesio ha creato un dibattito su Queerblog. Per questo motivo ieri sera l’ho intervistato. A lui ho sottoposto alcuni dei commenti dei lettori di questo sito.

Hai perso il lavoro la scorsa estate. Perché solo ora si conosce la tua storia?

Il caso è scoppiato solo ora per mia volontà. All’inizio sono stato molto combattuto. Avevo trascorso quasi dieci anni ad insegnare delle cose ai ragazzi che era giusto mettere in pratica per essere coerente. Molti di loro, per il prossimo anno scolastico, hanno scelto di non avvalersi più dell’ora di religione. Dell’insegnamento hanno deciso di farne a meno per protestare contro chi non mi permette di insegnare.

Ci spieghi meglio che contratto hai come insegnante di religione?
Il contratto degli insegnati di religione è annuale. Dopo quattro anni è previsto una sorta di rinnovo automatico tanto che la Ragioneria nazionale del Tesoro non aspettava una conferma della mia nomina per pagarmi lo stipendio. Dopo quattro anni l’insegnante di religione entra in una condizione di stabilità. Per lo Stato la stabilità è una forma di equiparazione al ruolo, cioè all’assunzione definitiva. Dopo quattro anni un insegnante di religione deve sapere perché non gli è stato rinnovato il contratto.

A te quando hanno detto del tuo licenziamento?
Sono stato informato solo dopo aver chiesto un incontro con il Vicariato. Il direttore dell’ufficio scuola mi ha detto che non ero stato più incaricato perché avevo sostenuto il progetto sull’educazione sessuale che poi è stato sviluppato dal Keplero. Questa è la motivazione formale. Probabilmente hanno creduto che non esponendosi con un provvedimento formale e pubblico la cosa potesse essere in qualche modo taciuta.

Il direttore dell’ufficio scuola sostiene che tu non potevi più fare l’insegnante perché di sinistra e gay. Fino allo scorso anno nascondevi il tuo orientamento sessuale?
Io sono sicuro che al Vicariato sapessero da prima che fossi gay. Con i miei studenti, di conseguenza con le loro famiglie, si è sempre parlato del mio privato quando capitava di affrontare l’argomento.

Cosa succederà nei prossimi giorni?
Per prima cosa chiederò che mi sia comunicato in modo formale, e non a voce come è successo, se dopo otto anni non ho ricevuto l’incarico perché gay o a causa del progetto sull’educazione sessuale del Keplero. O per entrambi i motivi. Chiedo un confronto. Con l’avvocato che mi sta seguendo stiamo valutando un’azione legale.

La tua storia ha creato un dibattito su Queerblog. Mi piacerebbe che tu rispondessi alle domande di alcuni utenti. Un omosessuale può insegnare religione in Italia dove la Chiesa non perde occasione per essere contro i gay?
Qui c’è un equivoco di fondo. Si percepisce l’insegnante di religione come una longa manus della Chiesa Cattolica nella scuola. Per tanti è così. Ma questo dipende dal soggetto. Un insegnante non è un catechista che va a fare catechismo a scuola. L’insegnante di religione è un docente che dovrebbe fornire agli studenti gli strumenti di un fenomeno culturale che ha contribuito alla creazione dell’identità di questo paese.

Tu sei credente?

Sì.

Perché si può essere gay e credenti?
Essere cristiani non vuol dire aderire a tutto quanto viene prescritto. Una cosa sono le indicazioni comportamentali. Un’altra sono le questioni legate alla fede. Io non sarei cattolico se non credessi al fatto che Gesù Cristo è il figlio di Dio. Avere un atteggiamento diverso rispetto ai pronunciamenti che riguardano la morale del Vaticano non è di per se un motivo per non essere cattolici.

Fai parte di gruppi gay di preghiera?
Ho frequentato per un po’ di tempo Nuova Proposta qui a Roma. In generale io non ho mai amato forme di autocategorizzazione. Nel mio percorso di fede non ho mai onestamente trovato qualcuno che mi dicesse “fuori dalla chiesa perché sei gay”. Questa è la mia esperienza. So benissimo qual’è la condizione dei gay all’interno della Chiesa Cattolica. Nel concreto, molto spesso, i gay sono trattati meglio di quanto si pensi.

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