Monique Wittig, la "rivoluzionaria"

Monique Wittig tentò di cambiare il mondo ed il suo modo di pensare, scrivendo opere così importanti da gettare le basi sia del movimento femminista che di quello lesbico.

Monique Wittig

A ventinove anni, dopo essersi laureata alla Sorbona a pieni voti, Monique Wittig (1935-2003) pubblicò il suo primo libro "L'Opoponax". Un romanzo che fece scalpore e che per certi versi preparò la strada a "Les Guérillères", la sua opera più celebre che nel 1969 venne salutato, tra mille polemiche e strali di veleno, come un vero caso letterario (e filosofico) non solo in Francia, ma in gran parte del mondo, destinato a diventare in brevissimo tempo uno testo fondamentale sia del movimento femminista che di quello lesbico.

In aspra polemica con la suddivisione dell’umanità in generi di appartenenza, la scrittrice si trasferì insieme alla compagna Sande Zeig in America, dove iniziò ad insegnare presso le università più prestigiose ed importanti, da quella di Berkeley in California al celebre Vassar College a Poughkeepsie da dove erano uscite figure di primissimo piano della cultura d’oltreoceano come la temibilissima Mary McCartney e l’affocata ed indomabile Edna St. Vincent Millay. Un’attività instancabile (ed encomiabile) a cui solo la morte improvvisa per infarto avvenuta nel gennaio del 2003 mise la parola fine.

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